Gilet gialli, una protesta con sfumature rivoluzionarie - Ormai da settimane in tutta la Francia dilaga la rivolta
 
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Mattei Attualità 04/12 04/12

Gilet gialli, una protesta con sfumature rivoluzionarie

Ormai da settimane in tutta la Francia dilaga la rivolta

1° Dicembre 2018, Francia, Parigi, la manifestazione dei gilet gialli si trasforma in una vera e propria guerriglia urbana che ha messo a ferro e fuoco l’intera città con violenti scontri tra manifestanti e polizia, con negozi danneggiati, auto incendiate e barricate, scontri che hanno interessato l’intera città, compresi luoghi come l’Arco di Trionfo e gli Champs Élysées, con un bilancio di 412 fermati, 133 feriti, tra cui poliziotti, e un morto, il terzo dall’inizio delle manifestazioni, a causa di un incidente stradale ad Arles.

In seguito a questi incidenti, il presidente Macron, di rientro dal G20 di Buenos Aires, ha deciso prima di incontrare i rappresentati dei gilet gialli, i quali hanno comunicato che prendono le distanze dalle violenze che si sono verificate, per poi rinunciare e rinviare l’incontro a data da destinarsi.

In un primo momento il governo francese aveva proposto l’idea di proclamare lo stato di emergenza, con un eventuale impiego dell’esercito, idea che per ora è scongiurata ma ancora sul tavolo, anche se polizia chiede di avere più poteri per far fronte alle violenze e di non autorizzare la manifestazione convocata per l’8 dicembre.

Questa spirale di proteste, che ha visto un numero sempre maggiore di partecipanti  e di disordini a causa dei Black bloc, è nata in seguito a una “eco tassa”, cioè a un aumento dei prezzi del carburante e dei prodotti petroliferi, con una conseguente diminuzione del potere d’acquisto oltre a problemi che colpiscono direttamente il settore dei trasporti e, in particolare, il trasporto su gomma. Foto scattata dalla Torre Eiffel

I camionisti hanno iniziato a incrociare le braccia e creare posti di blocco, indossando i gilet gialli, cioè i giubbotti ad alta visibilità dal colore caratteristico giallo.

La loro protesta nell’arco di poco tempo è dilagata sempre di più con un numero sempre maggiore di partecipanti, anche movimenti dei vigili del fuoco e conducenti di ambulanze hanno aderito al movimento e sempre più alta è la percentuale di appoggio da parte della popolazione. In poco tempo questa si sta trasformando in una protesta di un intero popolo di fronte alla politiche di Macron, il quale attualmente vede una bassissima percentuale di consensi. Infatti il malumore da parte della popolazione francese è sempre maggiore a causa delle politiche seguite dal governo, non ben viste, e da problemi come la crisi europea e il problema dei migranti. In seguito alle proteste sotto l’Arco di Trionfo sono stati rinvenuti graffiti che descrivono Macron come il “presidente dei ricchi”.

Questa “eco tassa” sotto molti aspetti potrebbe far discutere in quanto porta delle ripercussioni sui ceti medio bassi, quando si potrebbe agire con tassazioni e pesanti sanzioni sulle multinazionali che inquinano, oltre al fatto che sarebbe efficace solo in parte ad abbassare i livelli di inquinamento, in quanto si potrebbero attuare politiche mirate al miglioramento delle emissioni da parte delle industrie e varie infrastrutture tramite il contenimento di vari sprechi e con forti incentivi mirati ad utilizzare fonti rinnovabili e auto elettriche. Una delegazione dei gilet gialli ha chiesto uno stop immediato ai rincari sui carburanti e l’annullamento delle nuove norme di ispezione dei veicoli, che andrebbero a gravare sui costi per i conducenti.

Questo movimento riguarda soprattutto i ceti medio bassi della popolazione e questo si evince anche dalle altre richieste che pare siano state avanzate, oltre quelle sopra citate, come mettere una maggiore tassazione per multinazionali come Amazon e McDonald’s, abbassando quelle delle piccole e medie imprese, che si difenda l’industria francese e pensioni minime più alte. Inoltre, questo movimento sta iniziando a espandersi anche in Europa, infatti ci sono state proteste da parte dei gilet gialli anche in Belgio e Germania e anche in Italia è stato creato un movimento dei gilet gialli italiani.

Il governo si trova dinanzi a una protesta che sta crescendo, avendo sempre più consenso e solo ora ha ceduto decidendo di effettuare un incontro con i gilet gialli. Questa protesta a molti ricorda episodi come le proteste avvenute nel 1968 e fatti accaduti durante la rivoluzione francese. Come disse Thomas Jefferson, “i popoli non dovrebbero avere paura dei propri governi, ma sono i governi che devono avere paura dei popoli”.

di Paolo Ialacci, ex studente del “Mattei”, corrispondente da Ravenna


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