Il ricordo del passato per un futuro migliore - A 100 anni dalla fine della Grande Guerra spunti di riflessione dalle commemorazioni
 
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Il ricordo del passato per un futuro migliore

A 100 anni dalla fine della Grande Guerra spunti di riflessione dalle commemorazioni

Roberta Antenucci e Federica D'Andreamatteo intervengono alle commemorazioniLa guerra l’avevano voluta perché erano convinti che sarebbe stata l’ultima, quella che avrebbe liberato l’uomo da tutte le guerre. Ma la guerra non libera mai l’uomo dalla guerra e rimane sempre l’atto più bestiale dell’uomo”.

Furono queste le dure parole pronunciate dal poeta italiano Giuseppe Ungaretti in relazione al reale significato di una guerra, la prima di carattere mondiale, che a quel tempo, nel 1914, si pensava avrebbe portato con sé importanti cambiamenti: avrebbe costruito una società diversa e avrebbe contribuito allo sviluppo del Paese, ma che nonostante le considerazioni iniziali ebbe come triste e concreto epilogo la devastazione di interi stati e la morte di oltre 9 milioni di combattenti e 7 milioni di civili.

Questi tragici avvenimenti e le memorabili azioni eroiche dei combattenti si ricordano della giornata del 4 novembre, che segna il centenario della fine della Prima guerra mondiale, terminata con l’armistizio di Villa Giusti e con la resa dell’impero austro-ungarico. E’ dunque una giornata importante che anche la nostra città ha voluto celebrare e ricordare attraverso una manifestazione alla quale hanno partecipato, nella mattinata di lunedì 5 novembre, i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado. Questo incontro ha permesso ai più giovani di poter esprimere i propri punti di vista sulla vicenda, sia attraverso considerazioni sulle cause del conflitto e sull’atrocità degli avvenimenti bellici, che attraverso il ricordo dei caduti in battaglia, sottolineando in particolar modo il contributo essenziale dei cosiddetti “Ragazzi del ‘99”, che furono precettati non ancora diciottenni; chiamati dunque nel novembre 1917 in seguito alla storica disfatta di Caporetto, il loro apporto, assieme all’esperienza dei veterani, si dimostrò essenziale per le sorti del conflitto.

Nel corso della manifestazione inoltre, il sindaco Tiziana Magnacca ha voluto riconoscere e sottolineare l’importanza nello scenario del tempo delle donne, da sempre poste ai margini della storia, che acquisirono un posto di rilievo nella società del tempo, dato che presero il posto di molti contadini e operai costretti ad abbandonare i loro posti di lavoro per la causa nazionale e che in seguito al loro impegno riuscirono ad ottenere l’autonomia giuridica nel 1919.

Tuttavia la descrizione e il ricordo di questi tragici avvenimenti ci riporta inevitabilmente al giorno d’oggi e al fatto dunque che tutt’ora siano circa 70 gli Stati coinvolti nelle guerre, combattute da circa 800 milizie-guerriglieri o gruppi terroristici separatisti-anarchici per cause pressoché invariate, e che vivono quindi situazioni disastrose da cui è sempre più difficile ripartire.  Ad oggi comunque ciò che sembra essenziale è sperare che il ricordo e la consapevolezza del passato, da trasmettere soprattutto alle nuove generazioni, possano rappresentare la miglior medicina per un’umanità che a distanza di un secolo sembra ancora non aver imparato dai suoi errori.

Francesca Romana Bolognese


Parole chiave:

commemorazione , guerra , riflessioni

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