“Orientandoci" verso Trento e Bolzano - I Vitruviani alla Summer School di orientamento universitario a Trento e Bolzano
 
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“Orientandoci" verso Trento e Bolzano

I Vitruviani alla Summer School di orientamento universitario a Trento e Bolzano

Scegliere l’università: che parto! I Vitruviani che frequentano il triennio, in particolare il quarto e il quinto anno, conoscono perfettamente la costante sensazione di pura angoscia  che serpeggia nella mente, nel momento in cui si pensa al proprio futuro universitario. Le idee si affollano nel cervello, le aspirazioni si scontrano spesso con la concretezza, i film mentali farebbero rabbrividire Steven Spielberg. Tutto questo oceano confuso potrebbe frenarci, farci chiudere in noi stessi, sperando che il Tempo si fermi e il liceo non finisca mai. Ma niente paura: ci pensa l’università a venirci incontro. L’Università degli Studi di Trento e la Libera Università di Bolzano, infatti, da alcuni anni propongono ai più meritevoli studenti dei licei di tutta Italia l’opportunità di essere visitate durante una entusiasmante settimana estiva di orientamento al costo di 100€, irrisori se si pensa che vitto, alloggio, spostamenti, visite guidate, spettacoli e conferenze erano tutti inclusi. Studiate, alunni del terzo e del quarto, studiate! Rientrare nella graduatoria nazionale non è semplice, ma si sa, i Vitruviani sono abituati a distinguersi. Così anche quest’anno, come l’anno scorso, ben tre ragazzi del Liceo sono risultati idonei per questa stimolante iniziativa: il sottoscritto Andrea Baiocco (5B), Diana Pekrun (5C) e Sara Gallipoli (5G). Si parte! 
Nei primi giorni, dal 23 al 26 Agosto, abbiamo alloggiato nella “nordica” Bolzano. Le segnalazioni bilingue, i dolciumi enormi e variopinti, le casette colorate con i tetti spioventi, l’organizzazione ferrea e la pulizia, la tranquillità e la purezza dell’aria alpina, la rendono indubbiamente una città dal fascino austriaco più che italiano. Non fa eccezione la modernissima Universität, piccola per dimensioni ma all’avanguardia per efficienza e servizi disponibili, dotata di una enorme biblioteca a tre piani, e soprattutto equamente trilingue: qualsiasi iscritto all’Università di Bolzano deve infatti affrontare lo stesso numero di corsi in italiano, in tedesco e in inglese. Il taglio è dunque decisamente internazionale! Le stesse lezioni universitarie seguite durante la permanenza bolzanese erano alcune in italiano, alcune in inglese. Almeno ci hanno risparmiato il tedesco, glücklicherweise! A Bolzano abbiamo visitato il Museo Civico, dove abbiamo potuto vedere la mummia congelata di Ötzi, il cacciatore del Neolitico, e il Museo di Storia Tirolese, simbolo del forte senso di identità dell’Alto Adige-Südtirol e delle difficoltà che la gente del posto ha incontrato ritrovandosi ad essere improvvisamente italiana, in seguito alla Prima Guerra Mondiale e al disgregamento dell’Impero Austro-Ungarico nel 1918. Dal 26 agosto siamo andati qualche decina di chilometri più a Sud, nel capoluogo della regione: Trento. Città di media grandezza, abbracciata dalle Dolomiti ma collegatissima con le altre città del Nord, sempre ai primi posti insieme a Bolzano nella classifica delle città italiane per qualità della vita, Trento è un polo culturale, universitario e industriale di prim’ordine. L’Università di Trento è famosa per l’altissima qualità della preparazione fornita ai suoi studenti e per quella sei suoi servizi; ebbene, non si è smentita. Per non parlare della modernità delle sue strutture, tra cui i tre edifici principali dell’università e lo studentato San Bartolameo (sì, è con la “a”), in cui abbiamo alloggiato. Durante il soggiorno a Trento abbiamo visitato il centro storico, immerso in un’atmosfera rilassante e positiva, e il MUSE, il Museo delle Scienze che si sviluppa su quattro piani (più un’enorme serra giunglesca!) all’interno di un avveniristico edificio progettato da Renzo Piano. 
Tuttavia, la cosa che ho più gradito personalmente dell’esperienza è stato conoscere quasi tutti gli altri “secchioni” d’Italia, in un clima di scambio, condivisione, amicizia. Conoscere altre realtà scolastiche, per certi versi dissimili dalla nostra, per altri sorprendentemente identiche, è stato uno piacevole processo di crescita e arricchimento. Con alcuni di loro continuo tuttora ad avere contatti, in ricordo delle chiacchierate stimolanti e delle risate travolgenti, e nella speranza di rivederli presto. Chissà, qualcuno potrei ritrovarlo nell’università che sceglierò! 
La settimana di orientamento nelle università di Trento e Bolzano è un’esperienza che ripeterei mille volte, e che consiglio vivamente a chiunque sia interessato. Cultura, apertura, amicizia, divertimento: ognuna di queste cose è assicurata. E per quanto riguarda la questione principale, inutile mentire: non per forza dopo l’esperienza ogni dubbio sulla scelta universitaria sarà risolto, anche se nel mio caso, e in quello di molti altri ragazzi italiani attanagliati dalla stessa confusione, è stato così. Ma sicuramente entrare e “respirare” davvero la dimensione universitaria aiuta anche i più indecisi a raccogliere le idee… 
Vi sembra poco? 
Io direi proprio di no.
 

di Andrea Baiocco


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