Una sorpresa dal passato: i Perotti di Avezzano - Pagine di storia avezzanese da troppo tempo dimenticate
 
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Una sorpresa dal passato: i Perotti di Avezzano

Pagine di storia avezzanese da troppo tempo dimenticate

"Coloro che dicono che la storia di Avezzano non esista più, che sia stata spazzata via con il terremoto del 1915 sono completamente in errore... La storia di Avezzano non è solo il castello Orsini, ma molto di più..." questo è ciò che Gianluca Tarquinio, importante musicologo, professore di musica alla scuola media Vivenza di Avezzano e consigliere della pro loco della medesima città, ribadisce alla sezione giovani di codesta associazione. Ed è stato proprio lui ad esporre ad una conferenza tenutasi nel palazzo Torlonia ad Avezzano, durante la settimana marsicana (evento svoltosi nel parco della villa dal 30 luglio al 5 agosto), la vita e l'amore per la musica della famiglia Perotti... Tutto quello che è scritto nell'articolo è il risultato di un'enorme ricerca che Gianluca Tarquinio ha svolto, una ricerca iniziata leggendo solo 7 righe su un dizionario di musica napoletano sull'esponente principale di questa famiglia, e continuata chiedendo aiuto, tramite lettera, a tutti i Perotti di Verona, sperando di trovare qualcuno che ne sapesse di più...

 Ed è così che riceve la risposta di Laura Perotti, che gli invia tantissime foto con allegate le corrispondenti spiegazioni riguardanti questa famiglia. I Perotti si sono spostati nel territorio italiano e il capostipite dei "Perotti Avezzanesi" è Luigi, l'uomo musica della città nel periodo prima del terremoto del 1915, morto proprio in questo disastro naturale. Era maestro e direttore di banda ed organista della collegiata di San Bartolomeo. Ebbe 8 figli dalla moglie Concetta Spaziani, di cui solo quattro si dedicarono alla musica e 2 in particolare ebbero una carriera di gran rilievo. Augusto, violinista a livello dilettantistico e trombettista, importante perché fu il responsabile di un concorso che prevedeva la realizzazione di un testo in onore di Camillo Corradini che sarebbe stato musicato da suo fratello, Cesare.                                                                                                                

Quest'ultimo era maestro di banda, con un'eccellente carriera nella direzione di bande militari e nella composizione dei corrispettivi brani; straordinaria è la sua raccolta di 8 Marce, o meglio, di 8 accompagnamenti di Marce, adatti a tutte le tonalità (effetto ottenuto da un complesso calcolo matematico), composti per i bandisti di Reggio Calabria che al rientro dalle vacanze non si ricordavano più i brani che dovevano suonare. Altra testimonianza della sua eccellenza è una raccolta di brani ballabili, che gli sono stati fatti pubblicare dal gota del paese di San Salvador in occasione dei suoi 64 anni, dove gli verrà affibbiato l'importante appellativo di “Don”.                                                                                                                 

 La Repubblica di San Salvador è il paese dove lui e suo fratello Emilio si                         trasferirono nel 1929. Ecco, Emilio è il principale esponente di questa famiglia,                         "un piccolo   bambino prodigio", come lo definì lo stesso Listz, poiché a 8 anni già                   sapeva suonare i suoi brani, e solo a 9 anni rientrò al conservatorio di Napoli,                     quando l'età minima per entrare era 12 anni.Egli si considererà avezzanese per                       tutta la vita (nonostante sia nato a Sulmona), e fu anche amico di personaggi                       illustri come Gabriele D’Annunzio ; si sposterà poi nella repubblica di san Salvador             insieme al fratello Cesare dopo un disguido per una sua composizione e qui sarà                       co-direttore del conservatorio della città (carica molto importante).

  Il suo spirito marsicano è testimoniato anche da alcune composizioni in onore di questo territorio, della sua città, come il              canone di una messa solenne, di cui purtroppo non è stato ritrovato altro, dedicato alla principessa Torlonia e alla principessa        Colonna. Nel 1955, dopo aver abbandonato la musica per arruolarsi volontario nelle            truppe del Guatemala dove si combatteva per un governo democratico,  si ammalò           di malaria e ritornò  in Italia dalla sorella Esther, la quale, da questo momento in poi, raccoglierà tutte le foto, le notizie, i documenti  relativi all'attività musicale dei suoi familiari: tutto materiale prezioso che verrà fornito             al prof. Gianluca Tarquinio da Laura Perotti. 


 Infine ricordiamo le visite di Esther Perotti ad Avezzano nel 1964 (testimoniata da   un articolo de “Il Tempo”) e nel 1967 presso la casa del suo grande amico Giuseppe Pennazza; in particolare nel 1967 vi è una foto della donna al piano che sta suonando un brano particolare, che lei indica sul retro della fotografia come "una delle composizioni che Emiliano sentiva più vicine a lui", ovvero una messa in onore della Madonna di Pietracquaria, che verrà eseguita in prima assoluta alla prossima festa in onore della Madonna dal Coro Polifonico della Cattedrale di Avezzano, diretto dal maestro Orante Bellanima, in occasione della quale verrà anche presentato il libro del prof. Tarquinio "I Perotti. Una famiglia di musicisti avezzanese tra ottocento e novecento". I Perotti, persone che hanno avuto riconoscimenti in tutti i luoghi in cui sono stati, specialmente Cesare ed Emiliano che hanno strade e monumenti a loro dedicati nella città di San Salvador, non hanno mai dimenticato la loro origine eppure sono stati completamente rimossi dalla memoria dei loro concittadini... È importante non dimenticarsi di queste persone che hanno impressionato la società del loro presente e reso glorioso il nostro passato, un passato che non può, a questo punto, essere minimizzato.


di Claudia Cristina Bisegna


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