Lucrezia De Domizio dona all’ABAQ una Installazione di Beuys - La operatrice culturale curò l’opera di Josep Beuys a Bolognano (Pe)
 
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Lucrezia De Domizio dona all’ABAQ una Installazione di Beuys

La operatrice culturale curò l’opera di Josep Beuys a Bolognano (Pe)

Lucrezia De Domizio, mecenate e operatrice culturale tra le più incisive degli ultimi 50 anni, fu insieme al marito Buby Durini promotrice di una intensa attività artistica in Abruzzo, tanto da portare molti famosi artisti a soggiornare a lungo nel nostro territorio e produrre interessanti ricerche artistiche. Fu così che Beuys portò a Bolognano (Pe) la sua residenza e avviò il progetto “Difesa della Natura” (1984), un'operazione iniziata con l’Aratura Biologica del 1975 e tuttora in corso.

Ora l’Accademia di Belle Arti le conferisce il diploma honoris causa in Arti Visive quale riconoscimento importante per il percorso di ricerca artistica e studio svolto accanto al maestro tedesco in Abruzzo e in molti paesi nel mondo. Durante la Cerimonia il Professor Enzo De Leonibus nella laudatio sottolinea: «Una Operatrice Culturale capace di dedicare e sacrificare tutte le proprie energie per l'arte contemporanea e per la crescita culturale del nostro tempo».

A sua volta la baronessa De Domizio fa Dono all’Accademia di una Installazione stabile di Joseph Beuys, un insieme di documenti corredati da un fondo di pubblicazioni su Beuys (1921-1986) che nasce dalla mostra Don’t Forget Joseph Beuys curata da Giorgio D’Orazio e allestita la scorsa estate presso l’eremo di Santo Spirito a Roccamorice, in occasione della seconda edizione di EremiArte. Ora la mostra sarà custodita dall’Accademia aquilana.

L’evento riserva uno spazio all’incontro della baronessa con gli studenti. Si parla di arte, di funzione dell’artista e dell’Operatore Culturale. L’atmosfera è calda e gioiosa.

Lucrezia De Domizio ha collaborato con Beuys dal 1971 al 1986. Si definisce Operatrice Culturale perché segue da vicino l’artista, sostenendolo nel realizzare progetti. Il critico d’arte solitamente analizza l’arte per valutare l’opera su basi razionali e in epoca contemporanea è dotato di professionalità mediatica indispensabile alla divulgazione dell’arte. L’Operatore Culturale invece segue e sostiene l’artista e "rinforza la funzione etica dell’arte, nella consapevolezza dei fattori di crisi dell’epoca". La De Domizio invita a riflettere sul livellamento verso il basso dell’etica e del comportamento odierni, provocato da un potere che trasforma le relazioni pubbliche e private in senso negativo. L’arte contemporanea va vissuta in un rapporto costante e umano con l’artista. Appunto, Lucrezia ha seguito Beuys per sostenerlo nella sua funzione etica. “Quando abbiamo la coscienza di collaborare tutti insieme come individui liberi siamo molto più vicini all’aver creato una democrazia reale e concreta”. La collaborazione e la libertà creano democrazia. L’operatore culturale sostiene l’artista non solo economicamente ma anche nella sua spiritualità e lo aiuta a produrre mutamenti di civiltà. "Beuys e Duchamp erano contemporanei, il primo è un riformatore sociale e spirituale, il secondo è concentrato sull’oggetto e lo si può definire materialista". L’impostazione etica di Beuys si concretizza nella sua attenzione per la natura e nella visione ecologica profonda della realtà. Per un equilibrio ecologico sono necessari mutamenti radicali anche nella percezione del ruolo dell’uomo nell’ecosistema planetario. L’individuo deve sentirsi connesso al cosmo nella sua totalità.

Per esempio Beuys nel suo progetto “Difesa della Natura” confida nella qualità che ognuno di noi può usare nell’esercizio di una qualsiasi attività quotidiana e nella cooperazione fra uomini, in modo che il loro lavoro diventi “living sculpture” (scultura vivente o scultura sociale) quella che, secondo lui, si realizza quando uomini liberi e solidali, provenienti da diverse estrazioni e culture, scelgono di cooperare per raggiungere un obiettivo che sarà patrimonio di tutti. L’arte è l’impegno creativo che ogni uomo deve avere nel modellare la propria esistenza e il mondo in cui vive; secondo questa idea la creatività è una caratteristica di tutti gli esseri umani e non una prerogativa di chi si definisce artista.

L’arte è l’unica forza veramente rivoluzionaria, che fa della vita una “scultura vivente”: la vita di ognuno è una opera d’arte, l’uomo è una entità vitale e creativa che deve impegnarsi nel cambiare la struttura sociale, a partire dal proprio rapporto con la natura. L’operazione “Difesa della Natura” prevedeva fra le altre cose la Aratura Biologica di terreni a Bolognano; questa strategia comunicativa artistica ha diffuso nel mondo dell’arte e nel territorio abruzzese un principio ecologico ed etico.

Un altro esempio è la sua opera “7000 querce”, che Beuys presentò alla grande esposizione "documenta" di Kassel. Si tratta di una scultura posta davanti al Museo Federiciano di Kassel, un grande triangolo composto da 7000 pietre di basalto, ognuna delle quali è stata acquistata dal pubblico e il ricavato è stato utilizzato per piantare una quercia. L'operazione, terminata ufficialmente nel 1987, deve in realtà essere ancora ultimata, dal momento che le querce impiegheranno circa trecento anni prima che diventino il grande bosco immaginato da Joseph Beuys. Un'azione ordinaria come quella di piantare alberi si è trasformata in un grande rito collettivo capace di evocare i significati più profondi del rapporto fra l'uomo e la natura.

 

Noah Cataldo

di Redazione I.I.S. Bafile-Muzi


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