Il bullo: una persona fragile da proteggere o una persona aggressiva da punire? - Scopriamo insieme la mente del bullo
 
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Il bullo: una persona fragile da proteggere o una persona aggressiva da punire?

Scopriamo insieme la mente del bullo

Episodio di bullismo“Non si vive al mondo che di prepotenza. Se tu non vuoi o sai adoperarla, gli altri l’adopereranno su di te”. (Giacomo Leopardi). 

La prepotenza e il voler prevalere sugli altri possono sembrare fenomeni attuali ma, in realtà, sono stati oggetto di riflessione anche in passato. Il poeta latino Fedro, in una favola, dimostra come i più forti si comportano slealmente e come desiderano imporre il loro punto di vista. Fedro racconta che "una vacca, una capra e una timida pecora andarono a caccia nei boschi insieme a un leone, e catturarono un grosso cervo. Il leone, che aveva deciso di farne le parti, disse: Poiché io sono il leone prendo la prima parte, e anche la seconda, perché sono il più forte. Inoltre, visto che valgo più di voi, mi spetta anche la terza parte. Infine, che nessuno osi contendermi la quarta parte, altrimenti ne subirà le conseguenze. E così, lo sleale leone si mangiò tutto il cervo”. Questo episodio, anche se in realtà è solo una favola, può essere collegato ad un atteggiamento attuale, quello del bullo, un prepotente che mette in atto ripetutamente, nel corso del tempo, azioni offensive nei confronti di altri. Il bullismo è un fenomeno che coinvolge soprattutto gli adolescenti.  Il bullismo non è uno scherzo. Nello scherzo l’intento è di divertirsi tutti insieme e non di ferire l’altro. Il bullismo non è un conflitto tra coetanei, poiché un conflitto è episodico, avviene in determinate circostanze e può accadere occasionalmente in una relazione paritaria, tra ragazzi coinvolti.

Perché un ragazzo inizia a fare il bullo?

I ragazzi reagiscono diversamente alle sventure della vita. Alcuni di loro, cui è successo qualcosa di estremamente distruttivo e doloroso, si chiudono in una sorta di guscio personale divenendo aggressivi con gli altri, specie con chi ricorda la loro stessa debolezza/sofferenza. Ciò può essere una conseguenza a percosse subite, ad abusi infantili, alla paura di non essere amati, all’abbandono, alla morte di un genitore. Ogni persona ha bisogno di amore e di attenzione. Quando l’amore di cui necessita si trasforma in un’esperienza fortemente dolorosa, il ragazzo inizia ad affrontare la vita con rabbia, autoconvincendosi di non aver bisogno di quel sentimento invece vitale. Ecco allora che si scatena un comportamento aggressivo che nasce come difesa alla sofferenza che si prova.

Ci vorrebbe Freud?

Freud con i suoi studi dimostra come alcuni sintomi nevrotici siano l’effetto di avvenimenti che il conscio tenta di limitare nell’inconscio tramite una forza comprimente detta “rimozione”.

Il comportamento violento nasce spesso da una fragilità emotiva oltre che dall’incapacità di controllare i propri impulsi.

Chi ha più probabilità di finire nel mirino del bullo?

  • I tipi solitari. Certi ragazzi che fanno fatica a relazionarsi si isolano e diventano facili bersagli dei bulli.
  • I ragazzi che vengono considerati diversi. Alcuni sono presi di mira per l’aspetto o per qualche disabilità, per la religione che seguono, per il colore della pelle.
  • Gli insicuri. Spesso gli impacciati sono i bersagli preferiti, probabilmente perché non oppongono resistenza.

Il modo di parlare, il modo di atteggiarsi, il modo di gesticolare, il modo di comunicare, fa sì che la vittima possa influenzare l’aggressore; La vittima può anche suscitare gelosia per un’amicizia che ha o per il suo successo.

Come si sente un bullo?

Un bullo si sente appagato perché è riuscito a mostrarsi superiore nonostante le sue debolezze. Bulli non si nasce ma si diventa…magari per essere popolari, per occupare il palcoscenico globale. Mentre l’aggressività è un’espressione della forza vitale che è dentro di noi (presente nel nostro DNA come area critica; può non essere espressa o esprimersi in situazioni estreme),  la violenza è un comportamento acquisito, che provoca una ferita, una sofferenza all’altro. In genere, l’aggressività fisica è prevalentemente maschile, mentre quella verbale e psicologica è più femminile. Il bullo usa la forza fisica per raggiungere i propri obiettivi ed irrobustire la considerazione che ha di sé. La “bulla”, invece, instaura, verso la vittima designata, un’azione persecutoria senza confini attraverso pettegolezzi, falsità e calunnie. L’aggressività dovrebbe essere tenuta a freno e incanalata verso obiettivi costruttivi!

“Sei forte quando riconosci le tue debolezze, non quando calpesti quelle degli altri”.

di Maria Giulia Troilo


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