Sandro veronesi racconta il cinema passivo - L’autore del romanzo "Caos Calmo" da cui è stato tratto il film con Nanni Moretti
 
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Sandro veronesi racconta il cinema passivo

L’autore del romanzo "Caos Calmo" da cui è stato tratto il film con Nanni Moretti

Il secondo incontro del progetto “Scrittori al centro”, il 9 novembre presso l'auditorium Sericchi, vede protagonista lo scrittore Sandro Veronesi, che vanta numerosi  premi letterari come lo “Strega”, vinto con il romanzo “Caos Calmo",  e il “Campiello”,  che si è aggiudicato grazie al libro “La forza del passato”. Veronesi  si è confrontato sul tema del rapporto fra letteratura e cinema  con l’esperto Gabriele Lucci, in un dibattito mediato dal giornalista di Repubblica Paolo D’Agostini.  Durante l’incontro lo scrittore ha dichiarato malata l’idea che aveva del cinema, al punto di credere che fosse il cinema ad influenzare la realtà e non il contrario. L’autore racconta di come sia stata importante per lui l’influenza di Carmelo Bene nel rendersi conto di quanto fosse distorta la sua visione da cinefilo. Durante una serie di colloqui personali e di interviste nel ’95 durante il festival di Venezia il rapporto tra i due portò Veronesi a modificare la propria prospettiva. Si rese anche conto di come il cinema d'arte fosse stato negli anni sacrificato all’industria. Nasce così nell’autore l’idea di “cinema passivo”, ovvero il rifiuto di partecipare alla trasposizione cinematografica dei suoi romanzi. Ma, aggiunge, dopo avere preso la giusta distanza dal cinema che lo fagocitava, si ritrova ad "essere come un ex alcolista e avere sempre qualcuno che ti offre da bere" a causa delle connessioni che i suoi lettori fanno con il cinema.

Gabriele Lucci, aquilano, fondatore dell'Accademia dell'Immagine dell'Aquila nel 1992, Direttore scientifico per diversi anni della sezione cinema di Mondadori-Electa e curatore/scrittore per la collana "I Dizionari del Cinema", crede ancora, invece, che il cinema sia qualcosa di molto vicino alle nostre vite ed è qualcosa di vivo e quindi in continua evoluzione; non può essere definito arte nè essere ridotto a industria.

Un elemento cardine del rapporto tra letteratura e cinema è la trasposizione dall’una all’altro. Veronesi la rappresenta come un inevitabile tradimento che lo sceneggiatore deve compiere, e al tempo stesso considera la stesura della sceneggiatura una forma d’arte molto diversa da quella della scrittura di romanzi; da qui il principio personale a cui si attiene rigidamente di non portare mai in scena i propri romanzi, lasciando fare ad altri questo mestiere. All'inizio della sua carriera il maestro Alberto Moravia lo incitò a non farlo mai, quando non era assolutamente prevedibile che avrebbe scritto romanzi di successo da cui sarebbero stati tratti film di successo, e, aggiunge nel tono autoironico che lo contraddistingue, i suoi maldestri tentativi gli avevano fatto subito capire che non era comunque tagliato per quel compito. Racconta che accanto a sorprendenti tradimenti delle sue pagine nel cinema ci sono state altrettanto sorprendenti esempi di fedeltà, come è stato nel caso del film Caos Calmo di Antonello Grimaldi.

 Anche la traduzione di un romanzo può essere un tradimento. Veronesi ne parla per esperienza personale narrando l’episodio che ha interessato la pubblicazione del suo romanzo in lingua inglese “La forza del passato”. Il traduttore Alastair McEwen (Veronesi mette in guardia dal leggere sue traduzioni!) si è concesso la libertà di variare una particolare impostazione verbale dell’opera, perché più “adatta” al mercato anglo-sassone, destando in lui tanto sdegno da indurlo a rinunciare al viaggio di presentazione del libro negli USA!

La vera arte è quindi la letteratura, il cinema esiste di conseguenza ispirandosi costantemente ed inevitabilmente ad essa. Alla stessa stregua sono sorprendenti alcune scene descritte in opere letterarie molto precedenti la nascita del cinema ma con un impatto visivo tale da sembrare scritte da uno sceneggiatore. Per esempio, le scene di massa descritte nel Vangelo di Marco sembrano copiate da un’opera cinematografica.

 Roberta Farcas (3C), Alice Giorgetti (4A), Roberta Mascioletti (3C),

Elena Orsini (4A), Giorgio Spagnoli (3F), Sofia Splendiani (4D).

di Redazione I.I.S. Bafile-Muzi


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