Gli invisibili. Apolidi, clandestini, migranti - Il battito d’ali di una farfalla cambia l’intero pianeta…
 
 
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      • Roccella Ionica - Istituto Istruzione Superiore P. Mazzone (in attivazione)

      Gli invisibili. Apolidi, clandestini, migranti

      Il battito d’ali di una farfalla cambia l’intero pianeta…

                     Condizione tramandata a volte per generazioni, l’apolidia, così come la clandestinità, non permette una vita normale, anzi annulla ogni diritto. E tu, migrante irregolare, non sei tutelato. Lo Stato in entrambi i casi non ti considera come cittadino e tu sei invisibile. In tutto il mondo ci sono circa dieci milioni di apolidi dei quali quasi un terzo minorenni. Tanti altri sono i clandestini. Queste due condizioni non esistono per nessuno e invece...

                     Cibueze, Libano, dodici anni, è il primo degli “invisibili”. E’ nato da un padre violento e poco di buono che non lo ha registrato alla nascita. La madre, stanca, una sera lo ha preso in braccio e sono scappati insieme. Dove? Non si sa, verso l’ignoto. Dopo giorni e giorni di viaggio si sono ritrovati in un’isola greca. Cibueze, però non si è visto riconoscere i sui diritti. “Nel mio nuovo paese avevo degli amici, tutti andavano a scuola, io non sapevo nemmeno leggere”. Per gli apolidi, infatti, non esiste il diritto di istruzione. “Ho imparato a leggere e a scrivere all’età di dieci anni e, con l’intervento di Save The Children, ora a scuola mi trovo indietro solo di un anno rispetto agli altri; sono contento e da grande voglio fare il medico.”

                     Miwako, Corea del Nord, trentacinque anni. Violentata e accusata di adulterio è scappata a piedi dal suo paese attraverso il deserto, è arrivata in Cina. “Sono stati momenti che non scorderò mai: ho un ricordo vivido della paura, dell’incertezza e della stanchezza di quel viaggio”. Arrivata in Cina Miwako è riuscita a mettersi in contatto con una persona che l’ha fatta entrare in Inghilterra come clandestina. “C’è voluto del tempo prima che io potessi uscire dalla mia condizione e appellarmi ai miei diritti, ma ce l’ho fatta.” Dal duemilaquindici, infatti, l’Inghilterra le ha riconosciuto lo status di rifugiata; tutt’oggi Miwako si adopera per denunciare le atrocità del regime della Corea del Nord.

                     Alì, Turchia, vent’anni. Apolide da generazioni; causa: analfabetismo, povertà e ignoranza dei suoi genitori, nonni e così via. Un giorno ha deciso di andare via e tra varie peripezie è arrivato in Italia. Qui ha trovato Peppe, proprietario di una pizzeria, che lo ha preso a lavorare in nero. “E’ difficile trovare lavoro se  sei straniero, se non esisti.” Peppe gli ha dato anche un alloggio. “Mi ha permesso di dormire a casa sua e grazie a lui ho scoperto il mio amore per la musica.” Alì si è appassionato ai CD di Peppe che, accorgendosi del suo talento, gli ha comprato una batteria, lo ha iscritto ad una scuola di musica ed ora, grazie a lui, Alì fa parte di un’orchestra e gira tutto il mondo.

      Irene Conte 

      da un lavoro della classe 4H  - Disciplina: Letteratura


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