Come affrontare l’ansia da performance - Il controllo delle emozioni rimane un problema che facciamo fatica a gestire
 
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    Mattei Attualità 30/09/2017 30/09

    Come affrontare l’ansia da performance

    Il controllo delle emozioni rimane un problema che facciamo fatica a gestire

    Luciano Pavarotti, Adele, Fiorello, Jennifer Lawrence, Emma Watson. Se c’è una cosa che ogni studente condivide con questi personaggi del mondo dello spettacolo è l’opprimente sensazione dell’ansia da performance

    Non è certo una scoperta recente quella dell’ansia eppure, sia che si tratti di affrontare un pubblico vasto sia una verifica, la gestione delle emozioni rimane un problema che ognuno di noi fatica ad affrontare. Dal canto nostro, i migliori metodi per prevenirla sono ben noti: prepararsi scandendo bene il tempo, assestare il proprio metodo di studio, capire che quello che affronteremo non ci definirà per la vita.

    A volte, però, anche provandole tutte, l’agitazione prima di una verifica non accenna a diminuire e ci pervade dalla testa ai piedi, ci proietta come se non stessimo vivendo nel momento, ci fa bruciare lo stomaco, ci fa diventare nervosi e intrattabili o deboli e spaventati.

    L’ansia da test se fuori controllo è una questione seria: lo stress causato dall’irrequietudine fa produrre un ormone chiamato “cortisolo”. E troppo cortisolo nel corpo può bloccare la capacità di riportare alla mente determinate informazioni.

    Come possiamo allora affrontare la tensione? Un buon metodo applicabile a breve termine è la scrittura. Non è nemmeno questa una cosa nuova, eppure descrivere le nostre emozioni in qualche riga prima di una verifica può essere realmente liberatorio. Mettendo su “memoria esterna” i nostri pensieri, il cervello inconsciamente si affida a quest’ultima e può concentrarsi maggiormente sulla mansione da svolgere.

    Uno studio dell’Università di Chicago ha scoperto che quegli studenti che avevano avuto 10 minuti prima del test per scrivere le loro paure e ansie hanno poi ottenuto un voto maggiore rispetto al resto del gruppo. 

    Un’altra buona soluzione da attuare mentre si studia è la simulazione di una verifica. E con questo non si intende esercitarsi come se si stessero facendo i compiti, ma affrontare un situazione verosimile al momento del test, cronometrare il tempo e tenere conto anche dei fattori di distrazione, così che “nel momento in cui ti troverai davanti a una vera audience, non sarà affatto la prima volta” (Scott Berkum).

    Ultima, ma troppo sottovalutata, è la necessità di imparare dai propri errori. Un verifica sviscerata, analizzata, evidenziando e capendo i punti deboli, i fattori sbagliati ricorrenti e le dinamiche che ci hanno portati al voto non sperato. 

    Mettiamo così tanta importanza nella valutazione, che quando questa non rispecchia le nostre aspettative ci delude in modo tale da volerci rifiutare di affrontarla ancora un’altra volta. Eppure potrebbe bastare davvero poco per capire cosa continuiamo a sbagliare

    Un po’ di agitazione ci fa percepire l’importanza delle cose, ma bisogna capire come gestirla dentro ognuno di noi e secondo il proprio metodo.

    Se ti sentirai pervaso dallo stress ricorda che “l’ansia è come una sedia a dondolo: sei sempre in movimento, ma non avanzi di un passo” (Jodi Picoult), ma tu hai il potere di alzarti e raggiungere quello che vuoi.

     

    Clara Mariagilda Ruzzi


    Parole chiave:

    ansia , cortisolo , emozioni , paura , scrittura

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