“Il giornalismo è un servizio sincero per le persone” - Giuseppe Ritucci ha parlato dei tanti aspetti legati al mondo dell’informazione
 
 
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      Mattei Interviste 05/06 05/06

      “Il giornalismo è un servizio sincero per le persone”

      Giuseppe Ritucci ha parlato dei tanti aspetti legati al mondo dell’informazione

      Giuseppe RitucciIl giornalismo troppo spesso viene visto come un lavoro solo di scrittura e pubblicazione di articoli: riportare le notizie è un compito che un giornalista fa, ma non è di certo l’unico perché gli aspetti a cui deve stare attento sono tanti, alcuni scarsamente conosciuti dalle persone.

      Oggi sono voluto “entrare” nel mondo dell’informazione, trattando a 360º gli aspetti del giornalismo con Giuseppe Ritucci, giornalista da 7 anni che scrive per Zonalocale e che è una sorta di “professore di giornalismo” dato che gestisce attivamente proprio Scuolalocale, il portale web degli studenti.

      D: Cosa fa un giornalista? 

      R: Un giornalista racconta tutto ciò che ha intorno. Il giornalismo lo interpreto anche come un servizio sincero a disposizione della gente

      D: Come credi debba essere il giornalista oggi? 

      R: Io penso che oggi il giornalista debba avere tantissime competenze per fare un lavoro moderno ed efficace: oltre alla capacità di padroneggiare la lingua, deve saper fare foto e video, conoscere la funzionalità dei social network.

      D: Quando hai scoperto la passione per il giornalismo? 

      R: Ho iniziato a coltivare questa passione con il giornalino della scuola, prima di fare esperienze interessanti durante gli studi universitari. La svolta della mia carriera è avvenuta durante il periodo tra la triennale e la specialistica, quando ho iniziato a scrivere per alcune testate. 

      D: All'inizio della tua carriera giornalistica hai riscontrato delle difficoltà? 

      R: Sì, ho avuto difficoltà soprattutto a causa dell'affermazione del giornale online: essendo entrato in un team giovane, ho avuto dei problemi sulla velocità e l'accuratezza delle fonti che richiedeva il nuovo tipo di giornalismo che si stava diffondendo. 

      D: Cosa pensi del mondo del giornalismo di oggi?

      R: Oggi noto una certa confusione. Come dicevo prima, il giornalista offre un servizio alla comunità e deve dunque innanzitutto avere una preparazione teorica con delle nozioni, come ad esempio il diritto all'informazione, e delle regole deontologiche da rispettare. Al giorno d'oggi, tramite Internet, tutti hanno accesso alla scrittura, anche se in pochi hanno le conoscenze richieste, per questo servirebbe maggiore rigore, perché la fiducia del lettore va guidata da dei valori di base che uno dovrebbe avere. 

      D: Da giornalista quanto ti fa arrabbiare assistere al diffuso giro delle "fake-news"

      R: Più che arrabbiare mi fa sorridere amaramente. Non critico i siti delle notizie divertenti che hanno una certa riconoscibilità, ma le tante testate e blog che si spacciavano per vere. Ci dovrebbe  essere più controllo per salvaguardare il vero dal non vero.  

      D: Come si fa a essere imparziali? 

      R: I fatti vanno divisi dalle opinioni sempre e questo lo si fa avendo un'onestà di fondo, anche perché, nell'eventualità il lettore dovesse scoprire che sei di parte, andresti a perdere in credibilità. 

      D: Cosa pensi della valutazione delle fonti? 

      R: La verifica delle fonti è fondamentale: il compito di un giornalista è quello di andare oltre e non fermarsi alla sola segnalazione di una persona. Bisogna fidarsi solo di quello che si vede. 

      D: Quali consigli dai ai ragazzi che aspirano a diventare giornalisti? 

      R: Il primo consiglio che ci tengo a dare è quello di conoscere bene la lingua italiana. Poi per diventare un giornalista è importante studiare tanto e avere passione e curiosità

      D: Quanto è importante dotare le scuole di un giornalino? 

      R: La tua domanda mi fa pensare a Scuolalocale, che è un progetto nato dall'incontro con le scuole e dalla passione di noi giornalisti. Sicuramente il giornalino è un ottimo mezzo per esprimere le proprie passioni e far capire ai ragazzi se esse possono diventare per loro un lavoro.  

      D: È fondamentale essere squadra in una redazione giornalistica? 

      R: Sicuramente, perché in una squadra ognuno è portato maggiormente per qualcosa, quindi essere uniti permette di completarsi a vicenda. Inoltre lo spirito di squadra è importante affinché il lavoro sia sempre preciso, perfetto e curato. 

      Giuseppe Pio di Cianno


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