Incontro con l’autore:Simona Andreassi si racconta agli alunni - Per sempre il romanzo d’esordio dell’Andreassi
 
 
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      Palizzi Interviste 26/05 26/05

      Incontro con l’autore:Simona Andreassi si racconta agli alunni

      Per sempre il romanzo d’esordio dell’Andreassi

      incontro con l'autoreL'istituto Filippo Palizzi è stato orgoglioso di ospitare, presso la sua aula magna, la presentazione del libro "Per sempre" scritto proprio da una delle sue docenti: la professoressa Simona Andreassi.

      Ad organizzare l’incontro è stata la prof.ssa Vinciguerra Nadia che ha voluto però rendere noi studenti protagonisti dell’evento, pertanto a presentarlo sono state due allieve Diletta Argirò e Letizia Gatta. Dapprima hanno presentato l’autrice ricordando che la prof.ssa Andreassi è docente di materie letterarie nella nostra scuola da ormai tre anni. La sua carriera è iniziata però nella scuola media inferiore di primo grado. L'insegnamento inoltre non è il suo unico impegno. Giornalista pubblicista, collaboratrice di diversi quotidiani e case editrici, nel 2016 ha esordito nel mondo della scrittura con il romanzo "Per sempre".

      È stato quindi presentato il romanzo: "Per sempre" è un romanzo che mette in scena i sentimenti. In primis l'amicizia che lega le tre amiche, le A girls. In secondo luogo, ma non per questo inferiore, l'amore filiale attraverso la figura della tata che le ha cresciute, fungendo un po' da madre e un po' da nonna e infine l'amore, nelle sue varie sfaccettature.

      Dopodiché è iniziata la tanto attesa intervista che ci ha condotto a conoscere meglio la nostra professoressa in una veste diversa, quella dell’autrice appunto.

      "Professoressa come è nata l'idea di questo romanzo?"

      "Non so. Avevo un desiderio. È arrivato un momento in cui avevo tante storie da raccontare molte me le avete raccontate voi. Ad un certo punto non avevo più memoria di chi fossero i protagonisti di queste storie.

      Prima di pubblicare ho studiato le case editrici: tra 200 ne ho scelte 18. Cinque mi hanno risposto, poi quattro le ho scartate e alla fine ad una ho dato l'ok."

      "Qual è stata la sua musa ispiratrice, se di musa si può ancora parlare nel 2000?"

      "Non  c'è una musa ispiratrice, o meglio: è la vita di tutti i giorni. Le protagoniste sono tre donne quarantenni. Hanno la mia età, perché penso si debba parlare di ciò che si conosce. Non si può narrare una storia su un argomento che non sentiamo nostro. Ecco perché non scriverei mai, ad esempio, un libro di genere fantasy."

      Alla risposta è seguita la lettura di alcuni passi del romanzo. A leggere sono state le alunne Lucrezia Aisler, Roberta Cavuoti, Letizia Gatta, Camilla Natale, Andrea Sciascia. La prima lettura è stata relativa all'incipit del romanzo, di qui la seguente domanda:

      "Dalla lettura abbiamo avuto modo di entrare già nel romanzo, si può pertanto parlare di un inizio in medias res? Inoltre è stato difficile scrivere l'inizio del romanzo?"

      "Non si può definire proprio un inizio in medias res poiché l'inizio non ci porta al centro della storia anche se ci anticipa molto.

      Non è stato difficile scrivere l'inizio del romanzo. Ho sfruttato ogni attimo libero che avevo, scrivendo soprattutto sul cellulare, ispirandomi forse anche a quanto afferma Dante nel Purgatorio: quando amor mi ispira noto.  È stato semplice perché in effetti avevo già tutto nella mia testa, dovevo solo scriverlo."

      Sono poi stati letti altri due passi che parlano di Anna, la prima protagonista che viene presentata al lettore.

      "In questo passo lei ha citato la poetessa Christina Rossetti: quanto ha inciso in questa citazione la sua vita vissuta a Vasto?"

      "Amo la famiglia Rossetti. È un caso che io, che non sono vastese, sia capitata proprio a Vasto nella città di Gabriele Rossetti e qui abbia conosciuto la sua storia e quella dei suoi figli. Li amo tutti e mi sembrava un bell'omaggio ad una grande donna che ha saputo mettere in versi la libertà delle donne in un periodo in cui queste erano lontane dal conquistarla. Lei è stata una grande donna ed ha sofferto molto per amore."

      Dopo aver conosciuto Anna, abbiamo appreso qualcosa di Ada mediante un'ulteriore lettura.

      "Prof.ssa anche Ada pare avere un rapporto difficile con l'amore. Dobbiamo dedurre che lei appartiene a quella categoria di persone che non credono nella forza dell’amore? Che consiglio darebbe a noi giovani in merito a questo sentimento?”

      "Forse sono la persona più sbagliata per dare consigli in materia eppure ho scritto proprio un romanzo d'amore. Sicuramente queste tre donne sono accomunate da un modo di approcciarsi all'amore: vogliono amare a modo loro. Non sono in grado di dare consigli, l'unica cosa che voglio dirvi è di vivere l'amore come ve lo sentite. Non importa se non vi farà essere popolari, l'importante è seguire il proprio cuore."

      Abbiamo poi conosciuto, leggendo un altro passo, l'ultima A girls: Ava.

      Dietro queste tre donne ci sono figure reali che lei ha incontrato nella vita?"

      "Ci sono tante donne che ho avuto in mente. Le mie amiche ed anche un po' di me stessa. Sicuramente le storie che ho narrato sono storie verosimili, volutamente non ho usato cognomi perché non c'è una donna in particolare dietro le tre protagoniste, ma ci sono donne che incontriamo tutti i giorni e quindi il carattere reale è la verosimiglianza dei personaggi."

      Dopo aver letto il passo dell’ultimo capitolo abbiamo avuto la conferma che le donne sono quattro e non tre: Zia Titti è la madre/nonna che ha cresciuto le protagoniste. La figura della donna in Per sempre viene quindi esaltata in tutti i vari ruoli che essa riveste nella società moderna.

      "Se lei dovesse classificare il suo romanzo, posto che gli autori non amano le classificazioni, in quale sottogenere lo incontro con l'autoreinserirebbe?"

      "Sapevo già che sarebbe stato un romanzo rosa. Ciò a cui ho dato più importanza è stato lo spazio. Volutamente non ho messo nomi di città e dei luoghi che si incontrano nel romanzo, però ho parlato di un luogo caro a queste tre donne, il loro luogo del cuore, che è questa casa sul lago che potrebbe essere come potrebbe non essere il lago del mio paese natale, ovvero Bomba. "

      A questo punto è stato coinvolto anche il pubblico, il quale ha posto alla professoressa delle domande molto interessanti.

      "In quale delle tre donne si immedesima?" chiede una ragazza.

      "Le amo tutte e tre, ma sicuramente questo non è un romanzo autobiografico."

      Continuerà a scrivere?” chiede uno studente

      Potrei dirti che ho già ispirazione per altri quattro romanzi, il 2° è già pronto. Però voglio aspettare, sto cercando la casa editrice giusta.”

      “Quale dei due romanzi che ha scritto finora sente più vicino?”

      Li amo entrambi. Il secondo non è il seguito del primo, perché la storia di Per sempre mi piace così com’è.

      Le è stato poi chiesto il motivo della dedica, che recita "Al mio sogno".

      Prima la professoressa ha spiegato il titolo: "Per sempre". Non è casuale ma l'ha scelto perché secondo lei è un'affermazione che non si dovrebbe mai fare in amore e paradossalmente "Per sempre" è invece l’affermazione più ricorrente in amore. Nel romanzo questo per sempre non c'è in amore, bensì nel legame delle tre amiche, è questo l’unico per sempre possibile.

      È passata quindi a spiegare il perché della dedica. Ci ha detto di aver scelto di mettere questa dedica per due motivi, il primo legato ad un accorgimento tecnico: ovvero creare un occhiolino, cioè una spia che inganni il lettore e lo incuriosisca. Così nasce questa dedica che è volta a spingere il lettore a leggere il romanzo per cercare indizi su chi o cosa sia questo suo sogno. In realtà il suo sogno non è una persona, ma la scrittura. Lei desiderava scrivere ed ha realizzato il suo sogno, ecco il secondo motivo dietro la dedica.

      Le viene quindi chiesto se ha guadagnato con questo romanzo. 

      L'autrice spiega che ci ha guadagnato in visibilità, soddisfazione, arricchimento e soprattutto ha realizzato il suo sogno. Questo è stato il suo guadagno più grande, che non è economico o materiale.

      L'ultima domanda posta è forse la più importante per chi vorrebbe, un giorno, trovarsi al posto della professoressa:

      "Che consigli darebbe a chi vuole scrivere?"

      "Non affidate le vostre idee a internet e non accettate proposte da case editrici che vi chiedono di pagare per pubblicare il vostro libro, perché significherebbe dequalificarvi. Se volete scrivere leggete tanto e scegliete le case editrici giuste a cui inviare i vostri manoscritti."

       

      Diletta Argirò


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