Juan Del Prete: mostra su libertà e sperimentazione - Mostra su Juan Del Prete a Palazzo d’Avalos!
 
 
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      Mattioli Vasto Cultura 23/05 23/05

      Juan Del Prete: mostra su libertà e sperimentazione

      Mostra su Juan Del Prete a Palazzo d’Avalos!

      Mostra su Juan Del Prete a Palazzo d'AvalosFesta e Notte dei Musei, maggio 2017. Anche i Musei Civici di Palazzo d’Avalos hanno dato l’opportunità ai visitatori di accedere  al nostro significativo patrimonio culturale noto e meno noto. In particolare l’occasione è volta soprattutto a far conoscere la recente mostra dedicata alle opere di un illustre concittadino, migrato giovanissimo in  Argentina: Juan Del Prete. Curata con passione dalle storiche dell’Arte Silvia Bosco e Sara Pizzi, promossa dal Comune di Vasto, in collaborazione con la Cooperativa Archeologia, la Cooperativa Zoe e con la donazione del dott. Emiliano Longhi, la mostra vuole far conoscere ai Vastesi un nome tra i più interessanti nel panorama dell’arte latino-americana del Novecento. “Juan Del prete. Libertà e sperimentazione” è il titolo della mostra. Tutta la sua vita e la sua arte sono state un inno alla libertà, intesa come curiosità, conoscenza, confronto, e alla sperimentazione, tratto distintivo che accompagna il  visitatore tra le sale del Palazzo d’Avalos che riesce a dar vita, spazio e luce alla “materia” diventata arte.

      Si è condotti quasi per mano dalla professionalità e sensibilità delle curatrici della mostra, è un percorso cronologico, appassionato, a tratti struggente, fatto di volti che appaiono e scompaiono, frammentati di idee tra la densità dei colori o lo spazio compresso tra linee  nette e scure. Dal figurativo di prima maniera che descrive le sensazioni di quanto lo circonda, alla fase di apertura al diverso, all’espressione alternativa e complessa che chiamerà “Futucubismo”: abbozzi di figure, rigore geometrico, colore intenso e piatto. Ancora la libertà di osare lo porta oltre e il colore colato, macchiato, schizzato, sovrapposto,sporcato, diventa l’unico soggetto-oggetto delle sue grandi tele. Libertà è anche nella stessa materia tattile del manufatto, si esce dal quadro per entrare nello spazio tridimensionale delle sculture  polimateriche. Piastre metalliche, pezzi di legno, cartone, sabbia, ritagli di stoffe, spago, materie che avevano smesso di essere qualcosa, scomposte e ricomposte rinascono “altro”, come  l’essenziale  e ruvido “Povero Cristo” di legnetti assemblati e chiodi conficcati o i pezzi metallici, borchie, bulloni del compatto “Uomo del 2000”  che, un po’ stralunato, chiude il percorso o lo può riaprire nuovamente, a ritroso, perché sperimentazione e libertà non hanno una direzione univoca. Nell’atto di donazione del 1977 Juan Del Prete scrive di voler lasciare le sue opere alla città del Vasto perché possano “ricordare in lui il figlio che si è consegnato all’Arte nel nome e per il prestigio di questa terra”. E’ un punto di partenza.

      Clotilde Muzii


      Parole chiave:

      arte , cultura , juan del prete , mostra

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