Exagogica e i test sulle competenze trasversali - Intervista al rappresentante dell’azienda Exagogica, Alessandro Obino
 
 
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      Exagogica e i test sulle competenze trasversali

      Intervista al rappresentante dell’azienda Exagogica, Alessandro Obino

      Il 12 maggio 2017 nell’auditorium del Polo Liceale Pantini Pudente il professor Alessandro Obino ha esposto i risultati dei test (DReCT) sulle competenze trasversali, svolti da 93 studenti diplomandi. Il DReCT è un test facile e immediato per conoscere le competenze di base delle persone, ovvero la capacità di prendere decisioni, reagire allo stress, impegnarsi nel raggiungimento dei propri obiettivi; esso è anche uno strumento web ideato da Exagogica per poter essere utilizzato nelle grandi organizzazioni.
      Ulteriori informazioni sui test e sull’azienda di Exagogica sono emerse da questa intervista fatta al professor Alessandro Obino.


      - Com'è nata Exagogica?
      Exagogica è nata nel 2014, quando mi sono accorto che i grandi gruppi multinazionali per cui lavoravano avevano bisogno di sistemi informativi per gestire meglio i propri processi, ma non avevano la capacità né di realizzarli internamente, né di progettarli correttamente. Per 20 anni, infatti, avevo lavorato in questo stesso settore, ma con una piccola società che prendeva commesse per realizzare i progetti richiesti dai clienti. Quando ho capito che grandi aziende venivano a cercarci non solo perché sapevamo fare delle cose, ma soprattutto perché sapevamo cosa fare, allora ho deciso di creare una nuova impresa che vendesse un suo sistema informativo standard. –

      - Perché è nata proprio a Vasto?
      Exagogica è nata a Vasto perché l'anno prima avevo già iniziato a lavorare in zona con alcuni ragazzi in gamba,
      che poi sono diventati miei soci. Il caso ha voluto che il primo incontro con loro sia stato proprio in occasione di una testimonianza fatta per il Liceo Pudente, che è stato anche il Liceo che ho frequentato da ragazzo. Perciò si può dire, in qualche maniera, che Exagogica è nata perché, dopo 20 anni, ho deciso di "tornare a scuola"!

      - Come si è evoluta nel tempo?
      Exagogica è stata la prima nuova start-up della provincia di Chieti. Per crearla, solo per risolvere i problemi burocratici collegati a questa nuova forma, abbiamo impiegato ben 9 mesi. All'inizio avevo un solo collaboratore a Vasto e un ufficio di due stanze. Il primo lavoro importante l'abbiamo preso in Brasile. Abbiamo quindi aperto un ufficio a Sao Paulo con due dipendenti. Poi abbiamo acquisito altri clienti importanti in Italia e abbiamo aperto l'ufficio di Torino, dove abbiamo, invece, 5 dipendenti. Lo scorso anno, visto che le richieste continuavano ad aumentare, abbiamo deciso di creare un dipartimento per lo sviluppo dei nostri programmi in Serbia. Al momento siamo in 20 e il fatturato complessivo netto del gruppo è vicino al milione di euro.

      - Quali sono gli obiettivi a cui mira Exagogica?
      Il mio obiettivo è molto semplice. Creare la migliore piattaforma esistente per lo sviluppo del capitale umano delle organizzazioni complesse. Per piattaforma intendo strumenti, ma anche metodi e contenuti. Gli strumenti, da soli, non bastano. Per questo abbiamo iniziato a creare e commercializzare dei "contenuti" nostri. Il DReCT, il test che è stato utilizzato dal Polo Liceale per l'indagine sulle competenze trasversali degli studenti del quinto anno, è il primo di questi "contenuti". Un altro obiettivo per noi importante è essere un'azienda legata al proprio territorio. Nonostante i nostri clienti siano in giro per il mondo, pensiamo che un'azienda possa svilupparsi meglio se crea sinergie con la propria terra e ne fa un suo aspetto caratterizzante. Per questo, lo scorso anno, abbiamo iniziato ad investire in tal senso, sponsorizzando la mostra "Tesori Segreti di Vasto" e investendo nell'opera di alcuni artisti locali.

      - Per quanto ha lavorato per definire il suo obiettivo?
      Ci ho lavorato per oltre un anno, partendo dalle esperienze svolte da un mio docente dell'università, il prof. Claudio Palumbo e devo dire di essere molto soddisfatto del risultato.

      - Perché pensa che questi test siano efficaci? 
      Sono efficaci perché si basano su migliaia di casi analizzati e confrontati con altri test di controllo. Soprattutto, lo sono perché il sistema che abbiamo creato ci permette di controllare giorno dopo giorno la varianza statistica dei dati (cosa che ci dice quanto il test si dimostra significativo) e le correlazioni fra i dati stessi ed altre condizioni (ad esempio, l'età e l'istruzione della persona che ha ottenuto un certo risultato, la sua provenienza geografica, ma anche, in certi casi, l'esito di un colloquio per la selezione lavorativa). Questo ci consente non solo di poter dire che i dati del test sono veri, ma anche che "rappresentano" qualcosa. Tale significatività è il vero elemento alla base della "efficacia", perché un test di questo genere, per potersi dire efficace, deve essere rappresentativo dell'individuo, ma anche predittivo dei suoi comportamenti e delle sue prestazioni nei diversi ambiti operativi nei quali verrà inserito.

      - Perché proprio questi quattro ambiti di competenze (decisione, resilienza, comunicazione, trasporto)?
      Perché sono le aree di indagine di quattro test perfezionati già in passato dal prof. Claudio Palumbo. Poi perché sono veramente "trasversali", possono essere applicati a qualsiasi persona perché si tratta di aree di competenza che sono sempre richieste e davvero utili, in qualsiasi circostanza. Inoltre si prestano bene all'elaborazione di un meta-modello, come quello che abbiamo sviluppato, perché a nostro parere alcune competenze sono complementari ad altre. Una persona molto decisa, se non è anche molto comunicativa, risulterà chiusa. Così come una persona molto resiliente, se non è anche capace di trasporto, risulterà potenzialmente conservativa.
      Il totale dei valori su queste aree consente di fare un ritratto sufficientemente completo della persona e trarre indicazioni importanti sui suoi probabili atteggiamenti e comportamenti.

      - Quali di queste competenze presenta il maggior numero di ragazzi? Quali meno?
      Nell'indagine svolta sugli studenti del Polo Liceale sono emerse indicazioni estremamente interessanti. Il diplomando "medio" del vostro Liceo è un buon decisore perché estremamente analitico, inoltre appare anche piuttosto resiliente, perché coinvolto emotivamente ed empatico. Questi sono risultati logicamente collegati al fatto che siete giovani (perciò emotivamente ancora molto vivaci) e uscite da un percorso di crescita basato, appunto, sullo studio, ovvero sull'analisi di testi, sulla loro decodifica e ricodifica. Un valore molto elevato è anche quello della motivazione, elemento che, però, da solo, non è sufficiente a definire un buon risultato nell'area Trasporto, perché non accompagnato da sufficiente flessibilità e disponibilità. Si potrebbe dire, con una battuta, che verso il cambiamento il vostro atteggiamento (medio) è "vorrei, ma non posso". Il vero tallone d'Achille è la scarsa capacità comunicativa. Anche se il livello medio delle capacità espressive è buono e la capacità di ascolto è elevata, manca la capacità di dare feedback all'interlocutore. Ma questo dato, in senso assoluto davvero importante, non è una caratteristica né del Liceo, né dei giovani. I dati sulla capacità di feedback che abbiamo verificato, almeno in Italia, sono generalmente piuttosto bassi e tendono a scendere sempre di più nel corso degli anni, tanto da poter dire che si tratta di un aspetto di tipo culturale e non più solo personale.


      Denise Piscicelli


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