La felicità e Vecchioni: vivere con tutto ciò che la vita ci dà - Ultimo appuntamento dei Giovedì Rossettiani 2017 con Roberto Vecchioni
 
 
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      Mattioli Vasto Cultura 08/05 08/05

      La felicità e Vecchioni: vivere con tutto ciò che la vita ci dà

      Ultimo appuntamento dei Giovedì Rossettiani 2017 con Roberto Vecchioni

      Gianni Oliva, Roberto Vecchioni e Giovanni TesioGiovedì 4 maggio, nello splendido scenario del Teatro Rossetti si è tenuta l'ultima serata della IX edizione dei "Giovedì Rossettiani" 2017 dove il protagonista indiscusso è stato il cantautore Roberto Vecchioni che ha presentato il suo ultimo libro "La vita che si ama. Storie di felicità" (Einaudi, 2016).

      "Un uomo con l'amore delle parole, l'amore per le parole" - è proprio così che è stato presentato l'ospite della serata dal relatore Giovanni Tesio, assieme al prof. Gianni Oliva, Direttore del Centro Studi Rossettiani. Tutti lo conoscono come cantautore, ma questo è solo uno degli aspetti che caratterizzano l’uomo Vecchioni. Professore di italiano e greco per diversi anni, attualmente è docente di "Forme di poesia in musica" presso l'Università di Pavia e tra i suoi libri più famosi abbiamo "Il Grande Sogno",  "Viaggi del tempo immobile", "Le parole non le portano le cicogne", "Scacco a Dio" e "Il Mercante di Luce". 

      "E' dedicato ai miei figli, Francesca, Carolina, Arrigo ed Edoardo, ed è un'occasione per chiedere loro scusa e spiegare cosa sia la felicità". Questo è il filo conduttore dell'ultimo libro di Vecchioni, che vede come tema centrale la felicità e soprattutto la famiglia. Il titolo "La vita che si ama" è ripreso da una frase che la madre gli ripeteva sempre da bambino, secondo cui bisogna buttarsi a capofitto nella vita che si desidera e non perdere mai di vista le cose che si amano.

      La felicità, afferma Vecchioni, è vivere con tutto ciò che la vita ci dà, dalle gioie ai dolori. La serenità è vista come una pallida immagine della felicità che è riscontrabile solo nel vivere: andare contro la pioggia e la tempesta e sfidare continuamente il destino, che in realtà non esiste perché è dentro di noi.

      E' interessante notare come il cantautore, nel corso della sua carriera, abbia trovato il perfetto connubio tra musica e parola. Quest'ultima, infatti, secondo lui ha una storia fisiologica perché parte dalle emozioni: le cose dolorose sono caratterizzate da fonemi duri, mentre quelle felici da altri più dolci e chiari. "Le parole è come se vivessero e per scriverle bisogna vederle"  - questo è il punto di partenza dello scrittore.

      Alla domanda di Giovanni Tesio in merito all'origine delle sue parole di scrittore, il cantautore risponde con la scoperta 

      Roberto Vecchioni

      della lingua greca. Fin dai tempi del Liceo, infatti, era rimasto affascinato dalla melodia di questa lingua che, secondo lui, non presentava mai accenti ritmici sbagliati. Una delle citazioni classiche che più gli è rimasta impressa è "Nessuno è libero se non è padrone di sé stesso": per avere padronanza di sé, spiega Vecchioni, bisogna avere padronanza del tempo che non deve essere governato, bensì semplicemente bisogna pensarlo in senso verticale.

      Egli, ci conduce nel suo libro, attraverso un viaggio personale proprio su questa "verticalità temporale" che tiene uniti passato, presente e futuro. I racconti che compongono il volume, infatti, sono un gioiello autobiografico dell'artista che ripercorre bizzarrie vissute insieme ai suoi figli, episodi comici e drammatici della sua carriera di insegnante, amori perduti o ritrovati, le canzoni che hanno segnato la sua carriera fino ad arrivare ad un ritratto personale di suo padre Aldo. La formazione classica dell'autore, inoltre, è evidente soprattutto in alcuni frammenti letterari che presenta: un racconto dalle "Mille e una notte", la storia di Paolo e Francesca, il mito di Orfeo ed Euridice e alcuni passi di Saffo.

      Una serata fantastica in cui la perfetta unione di musica e poesia nella personalità di Roberto Vecchioni hanno lasciato al pubblico presente qualcosa di profondo, forse una vera e propria speranza in coloro che, fino al giorno prima, erano alla ricerca della felicità e ora sanno che la stanno vivendo giorno per giorno.

      Lorenzo De Cinque


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