La fine di un impero - Ancora una volta addio Napoleone
 
 
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      Palizzi Riconoscimenti 05/05 05/05

      La fine di un impero

      Ancora una volta addio Napoleone

      Alessandro Manzoni, Napoleone BonaparteEi fu. Siccome immobile,
      dato il mortal sospiro,
      stette la spoglia immemore
      orba di tanto spiro,
      così percossa, attonita
      la terra al nunzio sta,
      muta pensando all'ultima
      ora dell'uom fatale;

      Il cinque maggio è un’ode scritta da Alessandro Manzoni in occasione della morte dell’imperatore Napoleone Bonaparte. Grazie ad essa in molti ricordano in questo giorno l’ultimo grande imperatore della storia d’Occidente.

      Il Manzoni, nella sua ode, mette in risalto sia le campagne militari sia il lato molto umano e fragile dell’ormai compianto imperatore.

      Come sul capo al naufrago
      l'onda s'avvolve e pesa,
      l'onda su cui del misero,
      alta pur dianzi e tesa,
      scorrea la vista a scernere
      prode remote invan;
      tal su quell'alma il cumulo
      delle memorie scese.
      Oh quante volte ai posteri
      narrar se stesso imprese,
      e sull'eterne pagine
      cadde la stanca man!
      Oh quante volte, al tacito
      morir d'un giorno inerte,
      chinati i rai fulminei,
      le braccia al sen conserte,
      stette, e dei dì che furono
      l'assalse il sovvenir!

      Nonostante la stima che il Manzoni provasse per Napoleone, né lo elogiò né lo criticò apertamente a differenza degli scrittori suoi Napoleone Bonapartecontemporanei, quali Ugo Foscolo e Vincenzo Monti.

      Al compimento dell’ode essa fu  presentata alla censura Austriaca e dato che metteva troppo in risalto la potenza dell’impero francese fu trattenuta, ma il Manzoni ebbe l’intelligenza di conservare una copia manoscritta, così l’ode poté circolare. Fra i suoi più famosi ammiratori vi fu Johan Wolfgang von Goethe che tradusse l’ode nel 1822 contribuendo alla sua diffusione. 

      Eppure Il cinque maggio non è tanto un omaggio a Napoleone, sebbene mostri l’immagine di un uomo che con la sua vita e la sua morte lasciò attonita la terra e sebbene il Manzoni definì Napoleone un grande uomo, lasciando ai posteri l’ardua sentenza nel giudicare l’operato dell’ultimo grande imperatore della storia d’Occidente.

      Si tratta piuttosto di un omaggio alla grazia divina che salvò Napoleone in punto di morte donandogli la vera gloria, quella eterna:

      Tu dalle stanche ceneri
      sperdi ogni ria parola:

      il Dio che atterra e suscita,
      che affanna e che consola,
      sulla deserta coltrice
      accanto a lui posò.

      Alessio Roselli


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