Alla scoperta di Corfinio - "Abitare i luoghi": un progetto per riscoprire la nostra regione
 
 
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      Palizzi Interviste 28/04 28/04

      Alla scoperta di Corfinio

      "Abitare i luoghi": un progetto per riscoprire la nostra regione

      Cattedrale San Pelino (Ph. Michele Benedetto)Il giorno 21 aprile 2017 gli alunni delle classi 1^A GEC e 2^C TUR dell’ITSET Palizzi di Vasto sono partiti dal Terminal di Vasto alle ore 8:00 con l’autobus Autoservizi Cerella per giungere a Corfinio alle ore 10:00.

      Le classi sono state accompagnate dalle prof.sse R. Menna, A. Medoro e N. Vinciguerra e dal professore V. Suriani.

      L’uscita ha consentito l’approfondimento del periodo storico inerente l’età repubblicana di Roma. Giunti a Corfinio, gli alunni hanno visitato la Cattedrale di San Pelino costruita su una base di un altro edificio di culto, affiancato dalla torre di Sant’Alessandro. Grazie alla guida T. Taucci si è appreso che San Pelino era la diocesi di Valva Sulmona (valvense), dove prima risiedeva il vescovo Trasmundo per proteggere Corfinio dagli assalti dei Barbari e assunse il nome di Pentima.

      La cattedrale è una chiesa semplice caratterizzata da tre elementi fondamentali. Un Pulpito, ovvero una struttura architettonica consistente in una piattaforma sopraelevata e fornita di parapetto, destinato alla predicazione, in un unico blocco di pietra. Altri elementi fondamentali sono il Coroligno, un bassorilievo della Madonna con Bambino, e il Crocifisso del Patini, pittore abruzzese del 1800, contemporaneo dei Palizzi. Nella parte sinistra della Cattedrale, che nel 1800 è stata la prima sede del museo archeologico, c’è un convento di clausura.

      MausoleiNelle vicinanze della Cattedrale, come ha mostrato la guida, sono presenti dei mausolei romani, chiamati morgini, in calcestruzzo e pietra, posti lungo la Tiburtina Valeria, una strada antica che collegava il Tirreno all’Adriatico.

      Nel passato vi veniva svolto il Corteo dei popoli italici, una rievocazione del giuramento dei confederati con la benedizione da parte del Sacerdote. Nella zona di Corfinio nacque il popolo dei Peligni, la cui principale città era proprio Corfinium. Era una città già fiorente in epoca preromana, quando nel 91 a.C. scoppiò la cosiddetta Guerra Sociale, tra i popoli italici uniti nella Lega italica contro Roma, per ottenere la cittadinanza romana, la città di Corfinio, “metropoli dei Peligni”, fu scelta come capitale di quella che iniziarono a chiamare Italia, come mostrano le monete in argento coniate in tale occasione e custodite nel museo archeologico.

      MuseoLa visita guidata è proseguita proprio nel Museo Archeologico di Corfinio: la prima stanza è dedicata ad Antonio De Nino, nato a Pratola Peligna, maestro di scuola elementare, vissuto a cavallo dell’Ottocento. Era un appassionato di quella che in seguito venne definita archeologia e ha dato testimonianza della città definita la “metropoli dei Peligni”, che contava più di 20000 abitanti.  All’entrata del museo è presente un’epigrafe che attesta la presenza nel paese della famiglia di Ovidio, famoso poeta latino. Nel museo ci sono vari corredi funerari: vasi di piombo, ceramica miniaturistica, fibola ad arco serpeggiante, armi in bronzo, torques, collane in ambra, calamaio in bronzo, anfore da trasporto che si trovavano nelle tombe dei commercianti e all’interno venivano riempiti con vino, olio, grano, orzo, legumi; un altro oggetto importante è il Tiniaterion, un brucia profumi su cui sono rappresentati tre cani dei faraoni che inseguono un felino più piccolo. Gli abitanti di Corfinium per avere dei vantaggi, donavano degli ex voto alle divinità, che venivano stipati nella Stipe Evotiva, come mostra la terza sala del Museo.

      L’ultima tappa della parte mattutina è stato il sito archeologico di Piano S. Giacomo.  

      Attraversando questi luoghi gli alunni hanno scoperto un passato della propria regione ricco di Storia.

      Claudia Esposito 


      Parole chiave:

      corfino , visita

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