Dario Brunori: a casa tutto bene e altri racconti - Secondo appuntamento dei Giovedì Rossettiani con Dario Brunori
 
 
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      Mattioli Vasto Cultura 26/04 26/04

      Dario Brunori: a casa tutto bene e altri racconti

      Secondo appuntamento dei Giovedì Rossettiani con Dario Brunori

      Dario Brunori (foto di Ludovica Valente)"Artista dallo stile personale semplice, fatto di storie a valenza autobiografica che si aprono verso i problemi, le solitudini e le inquietudini della società contemporanea ed in cui tutti possono riconoscersi" con queste parole il Direttore del Centro Europeo di studi Rossettiani, prof. Gianni Oliva, ha presentato Dario Brunori, secondo ospite dei "Giovedì Rossettiani 2017" al teatro Rossetti.

      Formula della serata è stata quella dell’intervista-concerto, dove il ruolo di intervistatore è stato svolto da Paolo Talanca, giornalista de Il Fatto Quotidiano.

      Dario Brunori, in arte Brunori S.A.S., è stato vincitore del Premio Ciampi, della Targa Tenco, del premio Lunezia, ed ha ben 4 album all’attivo. Alla domanda "oggi che mestiere fai?" risponde che fa l’artista, che ha cominciato ad incidere il primo disco un po’ tardi, accorgendosi subito che il segreto in questo mestiere è di cercare di non cadere nella tentazione di prendersi troppo sul serio affinché non appaia eccessivo il proprio ego nelle cose che si fanno, tenendo presente tanto l’aspetto che riguarda la scrittura quanto quello dell’intrattenimento, perché in questo mestiere la capacità di fare spettacolo è essenziale.

      Parlando delle differenze tra i cantautori di qualche anno fa e quelli odierni, Brunori sottolinea come i primi abbiano maggiormente trattato questioni collegate ad ideologie abbastanza vive nelle discussioni dei ragazzi di passate generazioni, mentre gli autori di oggi spaziano indifferentemente tra il privato e argomenti di più grande respiro, perché cresciuti in maniera diversa e con valori differenti. Ha poi fatto una divertente divagazione parlando del proprio passato di "chitarrista da falò", con la segreta intenzione di attrarre ragazze…alla fine si ritrovava sempre a suonare per gli altri, subendo quelle frustrazioni che lo hanno reso un "triste cantautore".

      Parlando dei suoi brani dichiara che, in realtà, in essi non c’è nulla di eccessivamente pensato. Quello che cerca di fare è tentare di rendere semplice quello che sente come essenziale, sapendo che l’essenziale in realtà non è così complesso. Allora nascono Dario Brunori (foto di Ludovica Valente)canzoni che presentano una storia evidente, superficiale ed immediata che crea empatia con l’ascoltatore, perché racconta di qualcosa che hanno vissuto tutti, ma che sotto nasconde un’altra storia, che racconta quello che l’autore ritiene più essenziale anche se non immediatamente percepibile.

      Facendo poi una riflessione sul pop moderno, il cantautore asserisce che quello che suscita fedeltà negli ascoltatori è la capacità dell’autore nel creare una propria identità, definendo valori in cui chi ascolta si riconosce e per questo continua poi a seguire i lavori dell’artista che, nel tempo, cresce contemporaneamente al suo pubblico. Per un cantautore, oggi, è difficile parlare del mondo contemporaneo senza cadere in qualcosa che è già stato fatto e fatto anche bene, per questo, qualche anno fa, è nato il progetto Brunori S.R.L, dove con dei monologhi ha cercato di ottenere quello che con le sole canzoni non era riuscito a fare, cioè raccontare la società utilizzando un tratto comico.

      E’ importante, ha continuato Brunori, che quello che un autore produce renda l’idea del viaggio e non solo della contemporaneità, soprattutto oggi che si ha l’idea che ogni cosa duri soltanto per il tempo di una bacheca di Facebook. A questo si collega l’idea che un disco non sia solo una raccolta di canzoni ma che abbia un valore d’insieme superiore a quello della somma dei singoli brani.

      Alla domanda "quanto pensi che i valori che descrivi siano legati alla terra da cui provieni?" l’artista risponde che tutto si lega all’esigenza di raccontarsi, di evidenziare quello che egli ha chiamato "il mio condominio interiore", fatto di "parti di me" molto diverse tra loro e che si adattano ad ambienti diversi, così che riesce a mettere in discussione "il milanese nella sua milanesità come il Dario Brunori (foto di Ludovica Valente)calabrese nella sua calabresità", come si può riscontrare nella canzone Lamezia Milano. Stando nella provincia è fondamentale "vivere la noia" che porta a creare mondi diversi da quello che si sta vivendo.

      Nel quarto album uno dei temi conduttori è la paura"per capire quello che ti spaventa, anche il mostro, lo devi cercare dentro te stesso", facendo crollare quella visione di "se" che funziona in un certo modo quando si è da soli, magari sul divano di casa, ma che diventa diversa quando si affronta la realtà, perché il denominatore comune di tutte le cose che non ci piacciono è proprio la paura, anche gli atteggiamenti violenti di alcuni sono solo conseguenza della paura.

      Per chiudere il suo discorso Brunori ha spiegato che le canzoni devono essere in grado da una parte di rispecchiare e raccontare il mondo mentre dall’altra di creare nuovi mondi facendoli entrare poi nell’immaginario collettivo.

      Dario Brunori si è dimostrato un grande intrattenitore, riuscendo a rendere piacevole anche una lunga intervista con intelligenti battute di spirito, tanto che il pubblico ha avuto l’impressione di dialogare direttamente con l’artista, ricevendo in regalo alcune delle sue perle, tratte dal quarto album, come : "la verità"; "l’uomo nero"; "il costume da torero"; "Don Abbondio"; "Lamezia Milano"; "secondo me".

                                                                                                                

      Ludovica Valente 


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