“Adesso l’Europa intera è diventata la mia casa” - La bella esperienza universitaria di Giuseppe Sconosciuto, ex studente del “Mattei"
 
 
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      Mattei Riflessioni 27/03 27/03

      “Adesso l’Europa intera è diventata la mia casa”

      La bella esperienza universitaria di Giuseppe Sconosciuto, ex studente del “Mattei"

      Ricordo ancora il giorno dell’orale dell'esame di maturità: faceva caldo, fui il secondo in tutta la scuola a sostenere l’esame e, senza neanche accorgermene, mi ritrovai in spiaggia a festeggiare la fine della mia carriera scolastica. Tra un bagno e l’altro mi sorse una domanda abbastanza ovvia, ma che fino a quel momento avevo rimandato per via degli esami: "E ora?". Tanto breve quanto impegnativa, che mi mise parecchio sotto pressione e, credetemi, dopo la laurea triennale, diventa sempre più pressante, lo sto sperimentando in questi mesi.

      Dovevo decidere, sapevo solo ciò che non volevo fare: facoltà scientifiche. Che è dire tutto come dire niente, visto che la scelta è praticamente infinita e io venivo dal Liceo Scientifico Tecnologico, che ovviamente prepara di più in quel settore. Cercando molto su internet e chiedendo ad amici e parenti, conobbi la facoltà di Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì, che unisce concetti di politica alle lingue e decisi di provare. 

      Fino a quel momento avevo sempre vissuto a Vasto e il passo era grande, il primo approccio col mondo esterno, fuori da casa. La prima cosa che noti aprendoti al mondo esterno è che tutto ciò su cui ti basavi, tutto ciò in cui credevi viene letteralmente distrutto e bisogna ricostruire tutto, prendendo quei pochi frammenti rimasti.

      L’idea di vivere con persone nuove di cui non sai nulla e provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo, quella di dover cucinare da solo o di fare la lavatrice ti lasciano spiazzato. L’impatto è stato brutto, i primi esami parziali pietosi ma, se trovi la forza d’animo giusta, non molli e ti rialzi (o ti adatti ai risultati pietosi). Lasciare tutti gli amici che stavo conoscendo, tornare nella mia piccola città vivendo sempre con il rimpianto di non averci provato non era contemplato, non ci stavo all’idea di abbandonare tutto questo.

      Ed è qui che inizi a crescere davvero, non fisicamente, ma spiritualmente. Avverti un contenitore vuoto che inizia a riempirsi di pensieri ed opinioni, di esperienze belle e brutte. Da quel momento, da quando acquisisci consapevolezza di te e di ciò che puoi fare, la strada è tutta in discesa. Dimentichi la visione delle scuole superiori e ti proietti in quella universitaria. Il primo anno significa scoprire la città nuova in cui vivi e la gente che ci abita, ti abitui all’uscita con gli amici verso la piadineria più vicina, al simpatico accento dei romagnoli e al “va là” che non manca mai.

      Il secondo è l’anno più bello, perché è di transizione: conosci meglio gli amici e te ne fai di nuovi, diventi più indipendente, puoi anche cercare un lavoro, inizi a capire se hai fatto la scelta giusta e cosa vorrai fare in futuro. Il terzo anno lo sto vivendo adesso e ho amici sparsi per il mondo: nella foto allegata a questo articolo, diffondo la cucina abruzzese, con vini, formaggi e arrosticini, a ragazzi provenienti da Australia, Germania, Spagna, Finlandia, Olanda, Estonia, Bulgaria e Svezia.

      Tutto questo non l’ho scritto solo per raccontarvi la mia storia (che interessa a pochi), ma per tracciare una linea di unione tra la mia e le vostre. Come ricorda Henry Kissinger citando un proverbio spagnolo: “Viaggiatori, non ci sono strade. Le strade si creano camminando”. 

      Non abbiate paura di buttarvi, soprattutto se sarete fuorisede abbandonerete tutto, vivrete in luoghi con persone diverse, che parlano con accenti diversi, mangiano, pensano e vivono in modo diverso. Datevi del tempo e, se non vi piace, cambiate, non è detto che tutto vada per il verso giusto al primo colpo. Il mio più grande consiglio è questo: lasciatevi sempre (o quasi) dominare dalla curiosità verso ciò che non avete mai visto, conoscete persone di etnie, religioni e pensieri diversi, lasciatevi modellare e smussare dal mondo esterno, conoscete lingue, visitate paesi e superate le vostre paure.

      Fino ai 19 anni non avevo mai preso un aereo, ora i siti delle compagnie low-cost sono diventati la mia homepage, l’Europa intera è diventata la mia casa. Ho vissuto la scorsa estate a Londra, sono andato recentemente in Germania, Ungheria, Svizzera, Austria, Francia, ho dormito in aeroporto, sono in Erasmus a Varsavia e sto preparando un viaggio nei Paesi Baltici. L’università ha creato la persona che sono oggi e tutto è partito da un piccolo gesto: preparare la valigia e avere il coraggio di partire.

      Giuseppe Sconosciuto


      Parole chiave:

      erasmus , europa , mattei , scuola , studenti , università

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