EuropeanDay a Palazzo D’Avalos: essere europei oggi conviene! - Al Palazzo D’Avalos numerosi ospiti per il 60° anniversario dei Trattati di Roma
 
 
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      Pantini Pudente Cultura 25/03 25/03

      EuropeanDay a Palazzo D’Avalos: essere europei oggi conviene!

      Al Palazzo D’Avalos numerosi ospiti per il 60° anniversario dei Trattati di Roma

      25 marzo 1957: giornata importantissima per l'Unione Europea; infatti è proprio in questa giornata, esattamente 60 anni fa, che sono stati firmati i Trattati di Roma, documenti mediante i quali fu istituita la prima unione doganale fra paesi europei, chiamata Comunità Economica Europea (CEE). La città di Vasto, come molte altre città italiane ed europee, nella giornata del 60° anniversario dei Trattati di Roma, si tinge di blu. Infatti durante la mattinata, numerosi ospiti si sono recati nella Pinacoteca di Palazzo D'Avalos per ricordare questo giorno così importante insieme agli studenti delle varie scuole superiori e medie di Vasto. Nella sala non potevano mancare, ovviamente, il sindaco di Vasto, Francesco Menna, e la dott.ssa Anna Bosco, assessore alle politiche europee.

      Il primo ad intervenire all'incontro è stato il dott. Di Martino, esperto di Politiche Europee, che ci ha coinvolti facendo un excursus storico sulla nascita dell'Unione Europea. La sua formazione sotto il nome attuale, come spiega il dott. Di Martino, risale al trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992, al quale gli stati aderenti sono giunti dopo un lungo percorso intrapreso dalle Comunità europee precedentemente esistenti e attraverso la stipulazione di numerosi trattati, che hanno contribuito al processo di integrazione europea. Il desiderio di questa unione è nato dopo la Seconda Guerra Mondiale per volontà di sei Stati: il Belgio, la Francia, la Germania, l’Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi. Durante il corso degli anni, numerosi stati hanno deciso di aderire, fino ad arrivare al numero complessivo di 28 stati aderenti. L'unione europea ha numerosi vantaggi: garantisce la libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali all'interno del suo territorio attraverso un mercato europeo comune e la cittadinanza dell'Unione europea, promuove la pace, i valori e il benessere dei suoi popoli, lotta contro l'esclusione sociale e la discriminazione, favorisce il progresso scientifico e tecnologico e mira alla stabilità politica, alla crescita economica e alla coesione sociale e territoriale tra gli stati membri, cercando di attenuare le differenze socio-economiche tra i vari stati membri e incrementarne il benessere socio-economico.

      Dopo questo intervento alcuni ragazzi provenienti da istituti diversi hanno messo alla prova le loro conoscenze su ogni stato dell'Ue con un gioco organizzato dalla consulta giovanile di Vasto. I primi a terminare il gioco e a rispondere correttamente a 12 domande, passando per 12 stati differenti, sono stati proprio i ragazzi del "Pantini-Pudente". Mentre i ragazzi stavano "attraversando" l'Europa, la cooperativa "Matrix", in piazza Lucio Valerio Pudente, manifestava contro il razzismo con lo slogan: "A COLORI E' MEGLIO!"

      Ma adesso passiamo la parola al dott. Antonello Mocci, esperto di Progettazione Europea, che ci parla di uno dei progetti più significativi realizzato attraverso i fondi europei: il progetto Erasmus. E' un progetto che va avanti ormai da più di 30 anni, nato grazie all'intuizione dell'italiana Sofia Corradi (soprannominata "Mamma Erasmus"). Per molti studenti universitari europei il programma Erasmus offre l'occasione per vivere all'estero e quindi sperimentare culture, lingue e stili di vita di numerosi paesi, non solo a livello europeo. Il programma non incoraggia solamente l'apprendimento e la comprensione della cultura ospitante ma stimola anche un senso di appartenenza ad una comunità che dovrebbe esistere tra tutti gli stati dell'Unione Europea.

      Molte scuole di Vasto, come racconta la Dirigente scolastica, Nicoletta Del Re, partecipano al progetto Erasmus da diversi anni e speriamo che questo progetto possa continuare ed estendersi anche alle altre scuole. Con la gioia e la voglia nel voler partecipare, gli studenti hanno fatto ritorno in classe, magari sognando una futura Europa. Dopo questa giornata possono finalmente definirsi consapevoli cittadini europei!

      Lucrezia D'Annunzio e Alice Di Pinto


      Parole chiave:

      erasmus , europa , scuola

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