Una giornata per onorare le vittime della mafia - L’auspicio è che si rinnovi pure la primavera della verità e della giustizia sociale
 
 
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      Mattei Attualità 21/03 21/03

      Una giornata per onorare le vittime della mafia

      L’auspicio è che si rinnovi pure la primavera della verità e della giustizia sociale

      Giovanni Falcone e Paolo BorsellinoLa Camera ha approvato in via definitiva, con 418 voti a favore e nessuno contrario, la legge che celebra il 21 marzo come Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Questa giornata era già celebrata da più di 20 anni dall'associazione contro le mafie "Libera".

      Viene istituita il 21 marzo, giorno in cui si risveglia la primavera e con essa l'augurio che si rinnovi anche la primavera della verità e della giustizia sociale. Dal 1996 ogni anno, in una città diversa, viene letto un elenco di 900 nomi di giovani, vecchi e bambini uccisi dai mafiosi. Quest'anno la giornata viene celebrata a Locri in Calabria.

      Nella lista compaiono molti nomi noti e meno noti come:

      Emanuele Notarbartalo:

      Il primo cadavere eccellente della mafia. Il suo omicidio avvenne nel 1893. Emanuele era un importante marchese dell'epoca, direttore del Banco di Sicilia. L'integrità e l'energia con cui si dedicò a questo compito avrebbero finito per costargli la vita.

      Giuseppe "Joe" Petrosino:

      Poliziotto italiano emigrato in America, morì seguendo una pista che avrebbe dovuto portarlo ad infliggere un decisivo colpo alla "Mano Nera".

      Giuseppe "Peppino" Impastato:

      Giornalista e attivista noto per le sue denunce contro le attività di Cosa Nostra. La sua ribellione contro questo ambiente fu senza precedenti. Morì assassinato il 9 maggio 1978. Peppino Impastato

      Giovanni Falcone e Paolo Borsellino:

      Magistrati italiani uccisi per aver fatto scoperte importanti sulle attività mafiose. Con loro morirono anche gli uomini della scorta.

      Nella strage di Capaci, insieme a Falcone, furono assassinati la moglie Francesca Morvillo e gli agenti Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo, Vito Schifani.

      Nell attentato di via D'Amelio, dove morì Borsellino, vennero uccisi anche gli agenti Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina.

      Rita AtriaA Cosa Nostra viene imputata anche la morte di Rita Atria. Ragazza siciliana decisa a vendicare la morte del padre e del fratello (entrambi mafiosi), recandosi alla procura di Palermo per denunciare gli assassini portò come prova i diari dove sin da bambina aveva annotato tutte le attività mafiose del paese. Rita, nello sconforto e nella solitudine del programma di protezione testimoni, si suicidò.

      La Camorra si è invece resa colpevole, tra gli altri, della morte di:

      Giancarlo Siani:

      Giornalista napoletano che si occupò degli intrecci tra politica locale e criminalità organizzata. Morì nella sua auto il 23 settembre 1985, colpito alla testa da 10 proiettili di Beretta.

      Accanto a questi nomi ci sono quelli di comuni cittadini uccisi per una pallottola vagante o per errore come Filomena Morlando e Mariano Mellone.

      Bisogna riflettere sulla definizione "vittima di mafia": nell'elenco compaiono i nomi delle vittime accertate, quelle a cui hanno sparato, che hanno torturato, sciolto nell'acido o fatte saltare in aria. Scritta contro don CiottiQuesta lista comprende però solo una minima parte dei morti a causa del sistema mafioso. Ad essa andrebbero aggiunti tutti i morti per droga o per l'abusivismo edilizio di cui le organizzazioni criminali sono i responsabili.

      Oltre alle vittime morte ci sono quelle vive, quelle che continuano a pagare le scelte di un sistema in cui la mafia è entrata in tutte le istituzioni. L'Italia ne conta quasi 60 milioni.

      Qualcuno, a poche ore dalla manifestazione antimafia di Locri, ha già messo a punto atti intimidatori. Infatti su un muro della città è apparsa una scritta contro Don Ciotti (prete che lotta contro la mafia), ma questo giorno si celebrerà lo stesso per combattere l'omertà e la paura con  coraggio e impegno senza più farsi intimidire.

                                                                                                                            Dalila Orlando


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