"Il domani dopo la scuola",una questione che tocca tutti - Al Pantini-Pudente per difendere i diritti dei diversamente abili
 
 
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      "Il domani dopo la scuola",una questione che tocca tutti

      Al Pantini-Pudente per difendere i diritti dei diversamente abili

      Sabato 18 marzo 2017 si è tenuto al Pantini-Pudente un importante incontro con direttori di aziende, referenti di agenzie per il lavoro e cooperative sociali. 

      La domanda è: "Quale sarà il futuro per i ragazzi diversamente abili, una volta concluso il percorso scolastico?"

      Esistono già diverse leggi in Italia che tutelano il disabile nel mondo del lavoro, come la legge 104 e la legge 92. I numerosi ospiti del giorno, con interventi significativi e corposi, hanno chiarito come viene integrato il disabile nel mondo del lavoro.

      Il primo a dare la propria testimonianza diretta è stato Don Gianfranco Travaglini, proprietario di una fattoria sociale che ospita ex detenuti, ex tossicodipendenti e persone con disabilità fisiche o psichiche. È un progetto molto difficile, ma che alla fine regala tantissime soddisfazioni.

      Ad intervenire poi è stata l'assessore alle politiche sociali del Comune di Vasto, la dott.ssa Lina Marchesani. Ha spiegato come il Comune di Vasto si sta mobilitando attraverso il progetto "Abruzzo include" che, utilizzando i fondi sociali europei, promuove l'inclusione sociale e cerca di combattere ogni tipo di discriminazione.

      Le tappe per inserire queste persone nel mondo del lavoro, come ha spiegato in seguito la dott.ssa La Fratta, sono diverse, ma dopo esser riuscite ad ottenere il certificato di disabilità, potranno essere assegnate ad un ufficio di collocamento che ha il compito di inserirle in azienda.

      La dott.ssa La Fratta passa così la parola agli ultimi ospiti della giornata: i referenti delle diverse aziende del territorio vastese (la Randstad e la EMark con sedi a Lanciano, la Pilkington con sede a San Salvo e la Sigit con sede ad Atessa). I referenti delle diverse aziende raccontano la loro esperienza diretta con lavoratori disabili e fanno capire che per l'azienda sono delle vere e proprie risorse! Tutti sono d'accordo su un punto: se si vuole costruire l'inclusione dei diversamente abili nel mondo del lavoro, è necessaria la collaborazione di tutti; dobbiamo incoraggiarli e dimostrare che potranno trovare la loro realizzazione professionale. Occorre lavorare sull'autostima e consentire agli enti coinvolti di elaborare percorsi ad hoc, puntando all'acquisizione di abilità e competenze mirate. 

      La scuola, in primis, può elaborare percorsi qualificanti, soprattutto all'interno del progetto di alternanza scuola-lavoro, recependo le proposte del territorio. La società può crescere e modificarsi, offrendo a ognuno di noi pari opportunità.

       

      Lucrezia D'Annunzio

       


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