Danilo Gasca e la divulgazione scientifica: un sogno fatto realtà - Conosciamo Danilo Gasca, uno dei divulgatori scientifici del Festival della Scienza
 
 
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      Danilo Gasca e la divulgazione scientifica: un sogno fatto realtà

      Conosciamo Danilo Gasca, uno dei divulgatori scientifici del Festival della Scienza

      Danilo GascaDanilo Gasca lo abbiamo conosciuto grazie alle molteplici attività sperimentali tenutesi nelle scorse edizioni del "Festival della Scienza". Divulgatore scientifico della Cooperativa Ossigeno di Bologna, Gasca è riuscito a far avvicinare un numero sempre maggiore di studenti a tematiche più disparate. Grazie alla sue conoscenze, al suo carisma e alla sua inconfondibile simpatia, ha saputo immergere le nostre menti nel grande libro della scienza.

      Anche quest'anno, durante il Festival, la sua figura accompagnerà alcuni incontri. E allora conosciamolo meglio....

      Cosa ti spinge, dopo tanti anni, a venire ancora da noi?

      Ormai per me siete una seconda famiglia e con voi mi sento a casa. Mi piace vedere un liceo che coinvolge voi alunni in così tante iniziative. La vera scuola di vita è questa; non è tanto aver studiato le formule e aver letto cose sui libri. Il bello della scuola dovrebbe essere quello di provare a simulare la vita dei grandi.

      Il tuo percorso scolastico quanto ha influito in quello che fai oggi?

      Sono laureato in "Scienze dei materiali". Il mio percorso scolastico mi ha fornito la formazione scientifica necessaria per poter spiegare concetti prettamente settoriali. Indubbiamente mi mancavano le parti sull'intrattenimento del pubblico, sulla didattica e tutto ciò che serve per dare informazioni. Tuttavia queste sono doti che si acquistano man mano che si fa esperienza.

      Come hai intrapreso questa attività?

      Tutto ha avuto inizio grazie al mio docente di metallurgia dell'università, il quale mi ha permesso di iniziare questo percorso chiedendo se ci fossero volontari per un'attività di divulgazione nella regione Piemonte. Ho cominciato a parlare ai bambini di chimica e mi è piaciuto, mi ha divertito; tornavo a casa felice. È qui che è nato il mio amore per le attività divulgative.

      Questo è esattamente ciò che avevi in mente per il tuo futuro o da piccolo volevi fare altro? 

      Dieci anni fa sarei voluto diventare ricercatore: avrei voluto intraprendere la carriera accademica classica prendendo parte a dottorati di ricerca. Ma l'amore per la divulgazione scientifica mi ha portato a rinunciare a tutto ciò. Tuttavia sono felice della scelta fatta in quanto il mio lavoro mi piace e mi sta dando numerose soddisfazioni.

      Cosa vuol dire fare divulgazione?

      Fare divulgazione per me vuol dire cercare di trasferire conoscenze, anche molto complesse, verso un pubblico giovane. Il Danilo Gascanostro futuro è basato sui ragazzi e sui bambini ed è proprio a loro che dobbiamo rivolgerci in primis poiché il nostro futuro è nelle loro mani. Allo stesso tempo dobbiamo, però, cercare di parlare anche al pubblico più adulto in quanto questa fetta di utenza è quella che prende decisioni per i più giovani, al momento. In definitiva, il compito della divulgazione scientifica è quello di creare un pubblico consapevole e in grado di poter prendere decisioni a loro volta consapevoli.

      Ci sono limiti o svantaggi nella divulgazione?

      I limiti della divulgazione sono dovuti a false credenze scientifiche dalle quali la popolazione è restia a discostarsi. Ciò può essere dovuto da una cattiva lettura dei trattati o da una semplificazione eccessiva di determinati aspetti scientifici. Ci scontriamo ogni giorno con saperi errati che dobbiamo cercare di combattere per creare una popolazione che abbia consapevolezza delle proprie decisioni. Ciò dovrebbe essere alla base di una società matura ed aperta alle innovazioni, in quanto solo con una buona consapevolezza ci si può sentire liberi.

      Come immagini il tuo futuro?

      In dieci anni la mia vita è stata modificata e rimodellata talmente tanto che l'unica cosa che chiedo al mio futuro è di farmi incontrare sulla mia strada persone stupende.

      Trovi che i giovani siano attratti dalla tua professione?

      Spesso la nostra professione viene miticizzata: si pensa che la persona che parla sia qualcuno pieno di conoscenze assunte quasi per volontà divina. In realtà il nostro lavoro è un continuo informarsi, approfondire e scoprire cose nuove per cercare di portare conoscenze al pubblico. Tuttavia, credo sia una professione che attrae: sono tanti quelli che vogliono provare questa carriera, nonostante sia un lavoro difficile. Specialmente in Italia tale attività non riesce ancora ad assumere del tutto un giusto riconoscimento. Spesso mi capita di trovare persone che pensano che io faccia questo alla stregua del lavoretto studentesco e, anzi, si stupiscono che io venga pagato per farlo. Insomma se vi piace condivido con voi l'entusiasmo, ma siate consapevoli che dovrete sudare e fare sacrifici.

      Hai qualche consiglio da dare a chi vorrebbe seguire il tuo percorso?

      A chi vuole intraprendere il mio percorso lavorativo direi di avere tanta pazienza perché questa professione è abbastanza complicata a causa dell'ambiente lavorativo che ci circonda. Spesso si passano mesi nei quali non si lavora, ma essere determinati e consapevoli delle proprie capacità aiuta.

      Cosa diresti ai giovani? 

      Penso che il consiglio migliore che io possa dare sia quello di inseguire i propri sogni e di modellare il proprio futuro in base alle nostre esigenze perché un modo per poter portare il pane a casa lo si trova, ma la felicità dell'anima ce la creiamo noi.

       E dopo questo... non possiamo far altro che goderci il "Festival della Scienza"!

       

      Alessia Polisini

       


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