Miti e misteri: Epifania e Re Magi - Il 6 gennaio festeggiamo l’Epifania che “tutte le feste porta via”
 
 
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      Palizzi Curiosità 06/01 06/01

      Miti e misteri: Epifania e Re Magi

      Il 6 gennaio festeggiamo l’Epifania che “tutte le feste porta via”

      Ambra Dottore (www.inbirrerva.com)L’Epifania è una festa cristiana che celebra la rivelazione della divinità del figlio di Dio, Gesù, agli uomini e la commemorazione di tale rivelazione ai tre Magi in visita a Betlemme.

      La Chiesa festeggia il giorno dell’Epifania il 6 gennaio.

      L’origine di questa festa è antichissima, si perde infatti nella notte dei tempi, risale a tradizioni precristiane che si sono poi fuse con elementi cristiani: la Befana porta doni ai bambini in ricordo di quelli offerti dai Re Magi a Gesù Bambino.

      Questa ricorrenza in Italia viene celebrata con molte usanze e tradizioni.

      L’Epifania è ritenuta una notte magica: si dice che gli animali parlino nelle stalle e nei boschi.

      Ogni regione ha le sue leggende e le sue usanze, ma la figura più famosa legata all’Epifania è quella della Befana, la vecchietta che durante l’anno, a seconda delle credenze, abita in luoghi diversi per poi giungere a cavallo di una scopa magica nella notte tra il 5 e il 6 gennaio per donare regali e dolciumi ai bimbi buoni e carbone a quelli cattivi.

      La Befana è molto sentita a Roma, dove si dice abiti a piazza Navona che durante le feste natalizie si riempie di bancarelle e di Befane che allietano piccoli e grandi.

      Il termine Befana risulta una storpiatura popolare del termine Epifania, in realtà essa ha tanti nomi: a Modena, ad esempio, la chiamano Barbasa, a Pavia la Vecchia, a Treviso la Berola, ecc.

      Come visto la notte della Befana si ricollega alla notte in cui i Re Magi si recarono a Betlemme per celebrare la nascita di Gesù Bambino.

      La storia dei Re Magi è anch’essa antica, appartiene a luoghi esotici e ricchi di antiche tradizioni, ispirata all’oracolo di Baalm, identificato come Zoroastro, che aveva annunciato che un astro sarebbe spuntato da Giacobbe e uno scettro da Israele.

      Ambra Dottore (blog.friendlyrentals.com)I tre misteriosi personaggi per quanto concerne i testi cristiani sono menzionati solo in alcuni vangeli apocrifi e nel Vangelo di Matteo in cui si afferma che i magi dall’Oriente arrivarono a Gerusalemme durante il regno di Erode alla ricerca del neonato re dei Giudei.

      Il termine magi, di origine persiana, indica degli “uomini saggi”, probabilmente sacerdoti di Zoroastro.

      Un aspetto interessante della storia dei Re Magi è legato al loro nome Gaspare, Melchiorre e Baldassarre.

      Melchiorre sarebbe il più anziano e il suo nome significa Re; Baldassarre deriva da Balthazar, mitico re babilonese e probabilmente ne indica l’origine; infine Gaspare significa signore di Saba.

      Dalla Persia partirono questi tre re per andare a portare i doni al Dio che nacque.

      Studiosi astronomi, seguendo la scrittura del cielo, avevano riconosciuto il salvatore universale come l’anello di congiunzione tra la nuova religione, cioè il cristianesimo, e l’antica, cioè il buddismo.

      Altro aspetto interessante il significato dei doni da loro portati; essi fanno riferimento alla duplice natura di Gesù, sia quella umana sia quella divina: l’oro perché veniva dato ai sovrani e Gesù è il Re dei Re; l’incenso come testimonianza di adorazione alla divinità e Gesù è il figlio Dio; infine la mirra, usata nel culto dei morti, per ricordare che Gesù, in quanto anche uomo, è mortale.

      Con i doni dei tre Re Magi si incrociò la leggenda della Befana: un racconto popolare vuole infatti che i Re Magi, diretti a Betlemme, non riuscendo a trovare la direzione giusta chiedessero informazioni ad una vecchia, che si rifiutò di accompagnarli. Pentitasi di tale comportamento, la vecchia preparò un cesto di dolci e si mise invano alla ricerca dei Re Magi. Poiché non li trovava, iniziò a fermarsi ad ogni casa, donando dolciumi ai bambini che incontrava, sperando che tra essi ci fosse Gesù.

      Da quella notte per farsi perdonare la vecchia decise di rinnovare ogni anno questo gesto.

       

      Pinto Vincenzo


      Parole chiave:

      befana , mito

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