La danza: poesia in cui ogni parola è movimento - Viaggio nel mondo della danza
 
 
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      La danza: poesia in cui ogni parola è movimento

      Viaggio nel mondo della danza

      DanzaIl ballo, oggi tanto in voga specie tra i giovani, prima di considerarlo una moda o una tendenza, dobbiamo ripensarlo come un’espressione naturale del corpo e dell’arte, nonché un’antica forma di devozione. Quello che molte persone hanno dimenticato è che il ballo è nato con l’uomo primitivo: l’uomo, sin dalle origini, ha cercato di esorcizzare le proprie paure attraverso la danza e il movimento.

      Il nostro essere, la nostra mente, il nostro animo si esprimono tramite il corpo, che è la peculiare porta verso il mondo esterno, il "mezzo" con il quale manifestiamo le nostre passioni, appaghiamo i nostri desideri, i nostri bisogni. In questo contesto il ballo, con la sua gestualità, diventa linguaggio tramite il quale esprimiamo le nostre emozioni, senza utilizzare la parola ma attraverso la musica, divenendo terapeutico e liberatorio.

      Con il passare del tempo, il ballo è diventato un’arte, una vera e propria disciplina, dove ciascun tipo di danza predilige alcuni movimenti piuttosto che altri. Vi sono diversi tipi di danza: la danza orientale, detta anche danza della felicità, anticamente era una sorta di rituale per propiziare la fertilità della Madre Terra. Si sostiene sia una danza che assista durante il parto. Viene eseguita in cerchio intorno alla partoriente. La danza del ventre esprime invece fascino e sensualità coinvolgendo tutto il corpo, specie il bacino, risvegliando l’energia e aiutando ad eliminare i blocchi emotivi. Le danze caraibiche, come la salsa, la bachata, il merengue, il reggae ton e la rumba, si sono diffuse tramite gli africani che, a causa della colonizzazione, hanno importato la loro cultura nelle isole. Sono danze per lo più di corteggiamento che l’uomo rivolge  alla donna; durante il ballo è l’uomo che deve "condurre" la donna.

      Vi è una differenza sostanziale tra Oriente e Occidente. Per gli orientali il ballo è un mezzo di comunicazione, è qualcosa che fa parte della propria natura, del proprio essere. Per gli occidentali è invece una forma di spettacolo. Questo spiega perché noi impariamo a ballare nelle scuole di danza, con maestri che ci espongono ogni tipo di tecnica.

      La danza classica, è forse quella più complessa. Richiede regola, impegno, costanza ma soprattutto un preciso luogo in cui potersi allenare: sala con parquet di legno, specchio per controllare i movimenti, sbarra dove eseguire gli esercizi di riscaldamento. La sbarra serve dunque durante la prima fase della lezione. Nella seconda parte si affrontano combinazioni di passi e, a conclusione della lezione, vi è l’esecuzione da parte degli allievi della revérence (l’inchino) rivolta all’insegnante.

      Nella danza moderna, al contrario, si evitano tutti questi dettagli e si valorizzano la mimica e il linguaggio coreografico, che esprimono la massima naturalità. In essa il corpo si muove liberamente e i ballerini occupano tutto lo spazio teatrale mostrando anche il fianco o le spalle al pubblico. Di tipi di danze ne esistono molti e, con il passare del tempo, aumenteranno sempre di più.

      La danza è amore: i ballerini non devono compiere per forza gli stessi passi, ma li devono compiere insieme. Se uno si ferma e l’altro continua a ballare, la coppia si pesta i piedi e alla fine è costretta a staccarsi.

      Maria Giulia Troilo

       

       


      Parole chiave:

      arte , ballo , corpo , curiosità , danza , linguaggio

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