Da San Silvestro a Capodanno: tradizioni e curiosità - Dalla magia antica alle consuetudini moderne
 
 
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      Palizzi Curiosità 31/12/2016 31/12

      Da San Silvestro a Capodanno: tradizioni e curiosità

      Dalla magia antica alle consuetudini moderne

      capodannoIl 31 dicembre, per gran parte degli italiani, è una giornata particolare vista l’attesa dei festeggiamenti di Capodanno.

      In realtà il 31 dicembre è solo la vigilia di Capodanno, la sua ricorrenza specifica è infatti San Silvestro, erroneamente confuso da alcuni col Capodanno, che ricorre invece il 01 gennaio. Queste due date sono strettamente connesse perché i festeggiamenti iniziano la sera di San Silvestro, appunto, e proseguono durante la notte tra il 31 e il 01.

       In Italia si usa celebrare questi eventi con un ricco cenone, caratterizzato da alcune pietanze tipiche, tra queste vi sono le lenticchie: esse vengono mangiate durante la cena del trentuno come augurio di ricchezza per l’anno in arrivo. Questa usanza italiana risale addirittura agli antichi Romani che la praticavano per garantirsi maggiori ricchezze. La lenticchia con la sua forma arrotondata ricordava le monete d’oro, inoltre il suo aumentare di volume durante la cottura faceva pensare all’accrescimento, quindi ad un aumento di ricchezza, di qui la scelta di mangiare questo legume.

      La tradizione prevede anche che si indossi biancheria intima rossa e che si gettino vecchi oggetti inutilizzati dalla finestra (quest’ultima usanza è stata quasi abbandonata).

      capodannoIl Capodanno, invece, come detto si festeggia il primo gennaio.

      In passato però non tutti avevano una data comune per festeggiarlo. Per i babilonesi il nuovo anno cominciava con la rinascita della Terra, cioè con la primavera; per i Romani, in età monarchica e repubblicana, il nuovo anno iniziava il primo marzo.  Fu Giulio Cesare a creare un calendario che stabiliva che l’anno nuovo iniziasse il primo gennaio. Tuttavia solo con l’adozione universale del calendario gregoriano venne fissata definitivamente la data del primo gennaio come inizio di un nuovo anno.

      In questo giorno i Romani usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi il dono di un vaso bianco con miele, datteri e fichi, il tutto accompagnato da ramoscelli d’alloro come augurio di fortuna e felicità.

      Nell’era moderna, il Capodanno è una festività pubblica, per questo è segnata in rosso sul calendario. Esso rappresenta il primo giorno dell’anno; la mezzanotte segna un momento di passaggio: la fine di qualcosa e l’inizio di un nuovo percorso da fare. Anticamente si allontanava il male attraverso i “botti”, oggi si continua a usarli ma come consuetudine, senza quella magia attribuita nell’antichità.

       Se la fine e il principio sono dunque per noi italiani (e non solo) ancora dei momenti carichi di significatività, meno importanza diamo ad un’altra antica tradizione legata alle “calende”, su cui si hanno notizie diverse e contrastanti: una sostiene che in base al tempo che farà nei primi dodici giorni del nuovo anno si potrà prevedere il tempo che farà nei dodici mesi dell’anno entrante.

      Allora non resta che augurare a tutti una buona fine e un buon principio e che ci crediamo o no speriamo in dodici giorni ben auguranti per il nuovo anno.

       

      Alice Bruno


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