L’addio a Umberto Veronesi, "una luce nella notte" - "Umberto Veronesi è stato per tutti una luce nella notte"
 
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Pantini Pudente Persone 18/11/2016 18/11

L’addio a Umberto Veronesi, "una luce nella notte"

"Umberto Veronesi è stato per tutti una luce nella notte"

"Umberto è stato per tutti una luce nella notte: la notte di chi si sente perso nel corpo e la notte di chi non credeva più in certe battaglie. Ora, pensare che la luce si sia spenta è pura follia”.

L’8 novembre 2016 il Mondo ha perso non solo un grande medico, ma anche un abile  politico, un agguerrito pacifista e un appassionato scrittore; Umberto Veronesi, oltre ad essere un uomo di straordinaria cultura, ha speso tutta la sua vita nella ricerca contro il cancro.

Nato nel 1925 nei sobborghi agricoli vicino Milano da una famiglia molto numerosa , non ebbe una vita facile, poiché all’età di sei anni perse suo padre, in gioventù, invece attraversò una fase di ribellione e venne bocciato due volte al ginnasio . Dopo la scomparsa del padre rafforzò il legame con la madre, a cui dedicò il libro “Dell’amore e del dolore delle donne”, che diventò la sua guida e la considerò sempre  non solo una madre ma anche una sorella maggiore e una compagna di viaggio, gli insegnò la tolleranza e a ricercare la causa degli eventi. Forse furono proprio questi insegnamenti che lo indirizzarono a compiere molte ricerche in campo medico, precisamente nello studio dei tumori al seno. Si laureò in medicina nel 1952 all’università di Milano ed entrò a far parte dell’Istituto Nazionale dei Tumori, diventandone direttore nel 1975. Dal 1982 al 1988 fondò la Scuola di oncologia e divenne presidente dell’Organizzazione europea per la ricerca e la cura del cancro. Si allontanò dalla religione e spiegò di non credere all’esistenza di Dio proprio grazie agli studi in oncologia. Nel 2003 fondò la Fondazione Umberto Veronesi per sostenere la ricerca contro il cancro a livello internazionale.

Nominato Ministro della sanità nel 2000, fino al 2001, si battè per la legge antifumo e divenne successivamente senatore del Parlamento Italiano.

Si definì un “pacifista estremista” e con la sua Fondazione creò il progetto “Science for Peace”, con lo scopo di affrontare le cause delle disuguaglianze e proporre una  soluzione a riguardo.

Durante la sua vita incontrò molti ostacoli, ma riuscì a superarli tutti grazie alla sua forza di volontà e al grande amore per sua moglie e i suoi figli. La sua passione per gli animali lo portò a diventare vegetariano e nel suo ultimo manifesto prima di morire si mostrò favorevole all’eutanasia, dicendo che: “Ogni persona ha il diritto di autodeterminarsi” .

Era un uomo che non credeva nella fede, ma credeva fermamente nella scienza e il suo unico rimpianto prima di morire era di non poter vedere la fine del cancro , un male che ha cercato di annientare durante tutta la sua carriera in medicina . La sua ultima raccomandazione è stata: “Andate avanti, perché il mondo ha bisogno di scienza e ragione”.  

Umberto Veronesi resterà nel cuore di tutte le persone che lo hanno conosciuto. Sarà per sempre un padre, un marito ,un amico e un grande medico che ha dato una speranza in più al Mondo; è solo grazie a lui se oggi possiamo parlare del cancro come un male curabile. 

Denise Piscicelli


Parole chiave:

Umberto Veronesi

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