Tutti contro Dylan, solo invidia - Il Premio Nobel per la letteratura e le sue contestazioni
 
 
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      Mattioli Vasto Persone 21/10/2016 21/10

      Tutti contro Dylan, solo invidia

      Il Premio Nobel per la letteratura e le sue contestazioni

      Bob Dylan

      In questi giorni si è discusso in relazione al Premio Nobel per la letteratura assegnato a Robert Allen Zimmerman, meglio conosciuto come Bob Dylan. Critici letterari contemporanei, tra cui Alessandro Baricco, si sono espressi contro questo conferimento. Baricco ha esordito dicendo: "È come se dessero un Grammy Awards a Javier Marias perché c'è una bella musicalità nella sua narrativa". C'è anche chi, come Gianni Riotta, ha controbattuto schierandosi dalla parte di Dylan e accusando Baricco di essere il primo escluso dal concetto di "letteratura".

      Altri avrebbero voluto attribuire il premio all'aspirante Philiph Roth; l’editorialista letteraria di Slate, Laura Miller, che afferma come la brand identity del Nobel è solitamente riservata ad autori sconosciuti ma qualitativamente elevati in materia, esclude sia Dylan sia Roth dal campo. Secondo molti, il conferimento è stato del tutto meritato in quanto il menestrello, come riferisce il Comitato di Stoccolma, "ha creato una nuova poetica all'interno della grande tradizione canora americana". Dylan, nel corso della sua carriera, ha avuto sia sostenitori che oppositori. Ha ricevuto insulti dai più grandi fautori del folk per aver contaminato il loro genere con il ritmo del rock…ma, nonostante questo, è divenuto il fondatore dello stile folk-rock. Nel '68 inizia ad essere seguito ed apprezzato dai giovani perché le sue canzoni contengono temi di protesta e si allontanano dal solito cantare d’amore…sarà il primo a comporre una canzone anti-romantica: "It Ain't Me Babe", a diffondere il messaggio pacifista, a prendere parte allo storico concerto in onore di papa Giovanni Paolo II. Persino il New York Times si è concentrato su Dylan e sulla protesta relativa all'establishment, quell’ insieme di poteri economici e politici che ricoprono un posto di rilievo nella società.

      Bob Dylan è sempre riuscito ad andare controcorrente senza però dare troppo nell'occhio essendo abbastanza schivo. Ha sempre parlato poco di sé. Non è stato quasi mai oggetto di eccessiva notorietà. Continua a tenere dai 100 ai 200 concerti l'anno in tutta America e continua a basare la sua vita sulla coerenza, la stessa che lo contraddistingue ormai da anni. È una grande persona e a chi si oppone al suo riconoscimento consiglierei di leggere più attentamente i suoi testi, definiti poesia da molti intellettuali. L’ opera in versi è nata per essere cantata e questo già dai tempi di Omero…ma la poesia si sta estinguendo sta cambiando forma, probabilmente perché nel mondo in cui viviamo tutto corre troppo velocemente. La poesia ha bisogno di melodia e di tempo perché solo con il tempo la si riesce a cogliere. Dylan è riuscito a regalarci tutto questo. Congratulazioni al primo cantautore nella storia che ha ottenuto il Premio Nobel per la letteratura. Tra le sue tante perle vorrei sottolinearne una: "Being young means to keep open the door of hope, even when the sea is bad and the sky got tired of being blue" ("Essere giovani vuol dire tenere aperto l'oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro").

       

      Agnese Corsi

       



      Parole chiave:

      Bob Dylan , premio nobel

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